Il Fronte cristiano-islamico per la difesa di Gerusalemme: Israele fomenta l’odio tra le religioni.

Gerusalemme. Il Segretario generale del Fronte islamo-cristiano, dott. Hasan Khatir, oggi ha dichiarato: "Il mondo attulmente sta cercando di mantenere il dialogo tra i seguaci di popoli e religioni di diverse civiltà. C’è un consenso internazionale a rimuovere tutti gli aspetti di odio tra i credenti e a rafforzare e sviluppare attività congiunte. Tuttavia, Israele insiste ad andare avanti nella direzione opposta, sia attraverso la segregazione e la chiusura di Gerusalemme di fronte a musulmani e cristiani sia alimentando l’odio religioso".

A seguito dell’occupazione di Gerusalemme Est e della Città Vecchia, avvenuta nel 1967, Israele, nel 1980, ha dichiarato tutta la città di Gerusalemme, compresa la parte orientale occupata, come "eterna e indivisa capitale". Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha giudicato l’annessione "nulla e illegale".

Il Muro di Separazione-Annessione e un sistema complesso di permessi e autorizzazioni fanno sì che la maggioranza dei palestinesi non possa entrare a Gerusalemme.

Khatir ha definito la politica di segregazione di Gerusalemme e il divieto di ingresso per musulmani e cristiani nei loro rispettivi luoghi sacri come una "dichiarazione di guerra" contro lo spirito internazionale della pace e della coesistenza. E ha aggiunto: "Le aggressioni israeliane possono solo essere interpretate come un ostacolo a tutti gli sforzi compiuti da intellettuali e moderati per raggiungere una riconciliazione tra i credenti".

Khatir ha sottolineato che il dialogo tra i seguaci delle varie religioni rimarrà a un punto morto fintantoché Gerusalemme rimarrà segregata e chiusa ai credenti di certe religioni. Ha anche detto che le aggressioni devono terminare prima di avviare il dialogo, specialmente se esse prendono di mira il comune centro spirituale e geografico, rappresentato dalla Città Santa.

E ha concluso spiegando che se Israele crede davvero nella pace, deve aprire la Città della Pace a tutti, restituendola al suo ruolo storico di città di preghiera e dialogo, un luogo di incontro di civiltà.

(Fonte: Maan News)

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