Il governo di Haniyah: ‘Il soldato egiziano è stato ucciso dai suoi colleghi e l’Egitto deve tenere sempre aperto il valico di Rafah’.

Gaza – Infopal. Il governo di unità nazionale a Gaza afferma che il soldato egiziano ucciso una settimana fa al confine palestinese è stato in realtà colpito alla schiena dai suoi colleghi.

Ziyad al-Dhadha, ministro dell'Economia nazionale e vice primo ministro, il 14 gennaio ha affermato che “nessun palestinese ha sparato; piuttosto, il soldato egiziano ucciso è un martire della Palestina, e noi siamo la prima linea della sicurezza nazionale egiziana”.

Per quanto riguarda le notizie sulla visita del primo ministro Ismail Haniyah al Cairo, ha dichiarato: “Nel caso il primo ministro o qualsiasi altro ministro del governo venga invitato dai nostri fratelli egiziani, siamo pronti ad accogliere l'invito per discutere le relazioni bilaterali e la questione dell’apertura del valico di Rafah”.

Al-Dhadha ha chiesto all'Egitto di aprire il valico di Rafah, poiché esso è una porta per l'economia palestinese e tutta l'economia araba e internazionale, ricordando che in caso di riapertura, il volume degli scambi raggiungerebbe i due miliardi di dollari.

E ha spiegato che l'embargo israeliano imposto sulla Striscia di Gaza, con la chiusura dei passaggi, ha portato a conseguenze catastrofiche per l'economia palestinese, per il commercio, l'agricoltura e l'industria.

Al-Dhadha ha sottolineato che l'obiettivo dell'embargo è quello di impedire l'ingresso di merci, materiali da costruzione, materie prime, in modo da “uccidere il popolo palestinese”; tutto quel che entra nella Striscia di Gaza sono aiuti in quantità limitata, che coprono appena il 64% del fabbisogno della popolazione.

Egli ha perciò confermato che tutti i materiali da costruzione e le materie prime, necessarie per le costruzioni e la produzione di indumenti e scarpe, non entrano a Gaza. Inoltre, da mesi il carburante non passa: si pensi al gas per cucinare: ne entrano non più di 50-60 tonnellate al giorno, mentre la Striscia ne ha bisogno di 350.

Sul tema del ‘muro d'acciaio’ che l'Egitto sta costruendo sul confine con Gaza, ha affermato: “Ci auguriamo che i politici egiziani fermino la costruzione, mettendo in pratica, seriamente, quanto ha promesso il presidente egiziano Hosni Mubarak: 'Non permetterò di affamare Gaza'. E dunque, riaprano il valico di Rafah per alleviare la sofferenza del popolo di Gaza” .

Il vice di Haniyah ha infine precisato che tutte le pressioni imposte sul popolo palestinese non porteranno mai ai risultati sperati da Israele. I contatti con la leadership egiziana continuano allo scopo di alleviare le sofferenze dei cittadini nella Striscia di Gaza.

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