Il governo Haniyah conferma il sostegno al dialogo nazionale e invita a salvaguardare i punti fermi

Gaza – Infopal. Ieri il governo palestinese guidato da Ismail Haniyah ha confermato il proprio sostegno al dialogo nazionale, ritenendo che il suo successo sia legato alla salvaguardia dei punti fermi e alla raccolta delle fila intorno alla scelta e al programma della resistenza, e non ai dettami internazionali che negano i diritti dei palestinesi.

Un comunicato stampa della presidenza del consiglio, rilasciato alla fine della seduta settimanale, ha reso noto che il governo ha ascoltato i rapporti dei ministri presenti al dialogo del Cairo, discutendo gli sviluppi e i principali ostacoli che ancora si pongono davanti al raggiungimento di un accordo comprensivo di tutte le questioni. Il Governo ha anche condannato il proseguimento degli arresti politici in Cisgiordania, invitando nello stesso tempo a mettere subito fine alla faccenda, considerati i suoi riflessi negativi sul clima di pacificazione nazionale.

Nel comunicato si legge che “le dichiarazioni di qualche responsabile ‘di potere’ a Ramallah sono contrarie allo spirito e al testo degli accordi raggiunti al Cairo. I tentativi di ritornare alle campagne denigratorie non sono certo a vantaggio degli interessi palestinesi.

Il governo ha peraltro approvato la procedura proposta dal ministero del Lavoro in merito alle unità abitative distrutte (totalmente o in parte) dall’occupazione israeliana durante l’ultima aggressione contro Gaza. Successivamente alla decisione presa, il ministero avvierà la prima fase del piano.

Si è stabilito inoltre di distribuire due milioni di dollari come aiuti immediati alle fasce danneggiate dal conflitto. Questa somma sarà ripartita tramite i ministeri di competenza e va ad aggiungersi all’assegnazione delle vetture donate dai sostenitori inglesi della Carovana della Vita ai comuni colpiti, secondo quanto regolamentato dal ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni.

In un contesto diverso, il governo ha precisato di considerare Gerusalemme una ‘linea rossa’, ritenendo la demolizione delle abitazioni, che l’occupazione continua a compiere per svuotare la città dei suoi abitanti originari, un crimine pericoloso. Per questo si richiede una chiara presa di posizione, araba e internazionale, verso le pratiche xenofobe israeliane.

Il governo ha inoltre apprezzato il progetto di ‘Gerusalemme capitale della cultura araba’, da tre settimane in fase di attuazione tramite il Comitato nazionale superiore nella Striscia di Gaza, sotto il controllo del ministero della Cultura, affermando che il proseguimento delle attività dimostra come la questione di Gerusalemme sia molto sentita tra la gente.

Sono state quindi condannate le aggressioni delle forze di occupazione contro i palestinesi della Cisgiordania. Il governo ha messo in guardia dal ripetersi dell’esperienza dell’espulsione. Ha poi espresso il proprio rifiuto di quanto attuato dalle forze di occupazione contro i detenuti, invitando nello stesso tempo le organizzazioni internazionali di competenza a intervenire subito per conoscere la situazione dei prigionieri. Ha infine apprezzato l’impegno delle forze di sicurezza nella Striscia di Gaza, in particolare dopo l’arresto di un certo numero di pericolosi collaborazionisti che hanno operato contro il popolo palestinese e la resistenza durante l’ultima aggressione israeliana.

 

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