Il governo israeliano accoglie la tregua con fazioni palestinesi, ma tiene i cannoni puntati.

Tel Aviv – Infopal. Oggi pomeriggio, il consiglio di sicurezza del governo israeliano ha deciso di accogliere il tentativo di tregua con le fazioni palestinesi promosso dall’Egitto.

Parallelamente, tuttavia, il consiglio ha dato ordine all’esercito di prepararsi per un’operazione di attacco alla Striscia di Gaza, nel caso in cui la tregua fallisse.

La radio israeliana ha riferito che il consiglio ha accettato i suggerimenti del ministro della difesa Ehud Barak, secondo il quale è necessario compiere tutti i tentativi per un cessate il fuoco prima di passare alla soluzione militare.

Mark Regev, portavoce del premier israeliano Ehud Olmert, ha raccontato ai cronisti che il suo governo non ordinerà alcuna operazione di attacco contro la Striscia – almeno per il momento – anche se l’esercito continuerà a prepararsi per l’eventualità di un’aggressione su vasta scala.

La tregua prevede che Hamas imponga la fine del lancio di razzi artigianali – sia alle sue brigate sia alle altre – contro i territori israeliani, in cambio della sospensione dell’assedio, che da dodici mesi affama la Striscia di Gaza, e di tutti gli attacchi militari.

Le altre richieste di Israele sono: il rilascio del soldato Gilad Shalit, catturato due anni fa, la fine del "traffico di armi" attraverso le gallerie che collegano la Striscia con l’Egitto.

Il bilancio odierno delle vittime provocate dagli attacchi delle forze israeliane contro la Striscia è di 3 morti e numerosi feriti.

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