Il governo palestinese: le riserve di Israele sulla lista dei detenuti dimostrano la sua debolezza e la sua impotenza ad accogliere le iniziative palestinesi.

Il governo palestinese ha definito le riserve israeliane rispetto alla lista dei nomi dei detenuti palestinesi per lo scambio con il soldato israeliano Jilad Shalit come una "dimostrazione della debolezza del governo israeliano e della sua impotenza a collaborare con le iniziative palestinesi”.

Mustafa Barghouthi, ministro dell’informazione e portavoce del governo palestinese, ha confermato che l’indecisione del governo di occupazione nel portare a termine le trattative per lo scambio dei detenuti, e le notizie sul rifiuto della lista, ne sottolineano la debolezza e l’impotenza nel trattare con le iniziative palestinesi – comprese quelle per lo scambio dei detenuti, la tregua reciproca e globale e l’Iniziativa araba.

In un comunicato stampa, Al-Barghouthi ha dichiarato: “Questa posizione rende Israele completamente responsabile degli ostacoli frapposti allo scambio tra il prigioniero Shalit e i prigionieri palestinesi. Il suo governo è responsabile del perdurare della sua detenzione”.

Ha poi invitato la comunità internazionale a esercitare pressioni su Israele.

E ha precisato che il continuo riferimento, da parte di Israele, ai "detenuti con le mani sporche di sangue", indica "le cattive intenzioni del governo di occupazione, quando è proprio l’esercito israeliano ad essere sporco di sangue dalla testa ai piedi".

 

 

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