Il Jihad islamico invita alla riconciliazione tra Hamas e Fatah e a sospendere i negoziati con Israele.

Gaza – Infopal. Il movimento del Jihad islamico ha lanciato un appello per un dialogo nazionale totale che ponga fine alla crisi politica interna nata dagli scontri tra Hamas e Fatah e ha chiesto all’ANP di Ramallah di interrompere i negoziati con l’occupazione israeliana".

Ieri sera, durante un incontro con giornalisti e intellettuali, il Jihad islamico ha sollecitato Hamas e Fatah a riconoscere "i propri errori", a rilasciare i prigionieri politici di entrambe le parti sia nella Striscia sia in Cisgiordania e a redigere una "Carta d’onore" per "prevenire l’uso della violenza nella risoluzione delle dispute tra le fazioni".
I due movimenti si sono impegnati ad avviare un percorso di riconciliazione.

Sheikh Nafid Azzam, leader di spicco del Jihad islamico, ha evidenziato la necessità di effettuare "sforzi onesti per promuovere l’unità interna palestinese e per risparmiare al popolo e alla causa palestinesi ulteriori sofferenze".

La "missione dei media". Azzam ha anche parlato dell’importanza del ruolo svolto dai media, che "devono basare l’informazione su fatti e prove" e "non allontanarsi dai valori della giustizia e della verità".

Conflitto interpalestinese. Gli scontri tra Fatah e Hamas sono scoppiati l’anno scorso, a giugno, ma le tensioni andavano avanti già da tempo. L’Egitto sta svolgendo da tempo un lavoro di mediazione tra le due parti.

Scioperi "politicizzati". I leader del Jihad hanno aggiunto che anche gli scioperi in corso nella Striscia di Gaza hanno motivazioni "politiche" e hanno espresso condanna per le minacce dell’ANP di Ramallah di tagliare gli stipendi dei dipendenti che si rifiutano di scioperare.

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