Il ministero dell’Istruzione palestinese ritratta la messa all’indice del libro di storie popolari ‘Speak Bird, Speak Again’.

Il ministro dell’Istruzione palestinese, Nasser Addin Ash-Sha’er, ha dato ordine di cancellare le misure di censura, prese "senza che lui ne fosse a conoscenza", che avrebbero portato alla distruzione di tutte le copie di ‘Speak Bird, Speak Again’, un libro di racconti del folclore popolare palestinese. 

Parlando a decine di manifestanti riuniti a Ramallah per protestare contro le misure intraprese dal suo ministero, Ash-Sha’er ha deciso di sospendere le misure censorie.

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Il ministro dell’Istruzione alcuni giorni fa aveva deciso di distruggere tutte le copie del libro del professore di sociologia e antropologia dell’università di Bir Zeit, Ashraf Kana’na, "Speak Bird, Speak Again", presenti nelle biblioteche delle scuole pubbliche, perché contenente "espressioni sconce".

Il libro era stato pubblicato per la prima volta nel 1989, e contiene 45 racconti popolari scelti da una collezione di 200 racconti di donne di differenti aree della Palestina storica (Galilea, West Bank e Gaza).

Le storie raccolte sono state scelte sulla base della loro popolarità, delle loro qualità estetiche e narrative, e ciò che raccontano della cultura popolare palestinese va indietro di molti secoli. Al fine di mantenere la specificità di questi racconti, è stato necessario trascriverli nel dialetto colloquiale originale in cui erano narrati. Le storie sono accompagnata da uno studio approfondito che le mette in comparazione con prodotti simili in altre culture arabe e del mondo.

Il prof. Kana’nah ha descritto la decisione del ministro dell’Istruzione come "terrorismo culturale", mentre secondo Ash-Sha’er le storie del libro contengono "espressioni immorali".
Kana’nah ha dichiarato a Ma’an che "coloro che hanno intrapreso queste misure non sono accademici", e ha aggiunto che su 400 pagine di testo non ci sono che tre riferimenti ad attività sessuali.

Kana’nah ha espresso disagio per il rogo del suo libro, affermando che "ogni libro che viene scritto è frutto di un’idea personale, così come un figlio è il frutto biologico di suo padre". E ha aggiunto che è stato il ministro della Cultura a decidere di distribuire il libro nelle scuole, e a finanziare la stampa di 3000 copie.

Il libro è stato malinterpretato, ha spiegato l’autore, poiché "non era rivolto ai bambini, ma agli studenti dei master e dei dottorandi in studi letterari".

Kana’nah stesso utilizza il suo libro nei programmi dei master all’università di Bir Zeit. Inoltre, la versione inglese è studiata nei corsi di letteratura sia all’università di Berkeley sia di Chicago. E’ stato il testo accademico palestinese più venduto all’estero.

"Il libro dovrebbe essere letto dagli insegnanti nelle scuole, piuttosto che dato agli studenti, e se l’insegnante è imbarazzato a leggere alcune espressioni, che gli studenti sentono tutti i giorni, non merita di essere un insegnante", ha dichiarato Kana’nah.

Da parte sua, il rappresentante dell’ufficio politico del Partito del Popolo palestinese, Haidar Awadallah, ha descritto la decisione come una "minaccia di liquidare l’eredità democratica del popolo palestinese e il suo pluralismo culturale, letterario e ideologico". Ciò è compiuto per colpa di una "predicazione fondamentalista, superficiale e chiusa".

Reazioni del ministero

Il ministro dell’Istruzione, lunedì scorso, aveva negato che il suo ministero avesse preso la decisione di bruciare le copie dei racconti popolari, sostenendo di aver appreso la notizia dai media.

Ash-Sha’er ha dichiarato a Ma’an che la questione "ha a che fare con l’accento informale che l’orientamento educativo del ministero ha trovato inappropriato. Il testo è scritto in un linguaggio informale che non è adatto all’insegnamento. Inoltre, comprende espressioni sconce, che non possiamo permetterci di accettare nelle nostre scuole. Dunque deve essere ritirato dalle biblioteche".

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Gruppi di intellettuali palestinesi, di accademici e di altri settori della società hanno protestato oggi a Ramallah contro la decisione del ministero di distruggere le copie del libro.

(Fonte: www.maannews.net)

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