Il ministero palestinese dell’Informazione inaugura la ‘Settimana di sostegno ad al-Quds e ai luoghi santi’

Al-Quds (Gerusalemme) – Infopal. Martedì 9 marzo, il ministero dell'Informazione ha avviato le iniziative per la “Settimana di sostegno ad al-Quds e ai luoghi santi.

Si è tenuto un convegno giornalistico inaugurato dal sottosegretario al-Mutawakkil Taha, al quale hanno partecipato il mufti di al-Quds e dei luoghi santi, Muhammad Husayn, il leader religioso ortodosso l'archimandrita 'Ata Allah Hanna, il responsabile di Fatah per la questione di al-Quds, Hatim 'abd el-Qadir.

Al-Mutawakkil Taha ha detto: “Oggi ci troviamo al ministero dell'Informazione per annunciare l'inizio delle iniziative della “Settimana di sostegno ad al-Quds e ai luoghi santi, pertanto rivolgiamo un appello a tutti gli arabi, i musulmani ed i cristiani affinché svolgano il loro ruolo in difesa di questa città”.

Egli ha poi proseguito spiegando che “il ministero  dell'Informazione ha intrapreso quest'iniziativa coordinandosi con tutte le organizzazioni competenti e contattando le unioni arabe nazionali, come quelle degli avvocati, degli scrittori, dei giornalisti, degli artisti ecc., in maniera che essi garantiscano l'attivismo necessario per proteggere al-Quds dal suo snaturamento”.

Il mufti Muhammad Husayn ha illustrato gli scavi condotti da Israele mirati alla giudaizzazione di al-Quds e della terra di Palestina attraverso la distruzione della storia e della cultura araba e islamica, al punto che le aggressioni israeliane si sono estese in questi ultimi giorni anche alla moschea di Ibrahim ad al-Khalil (Hebron) e a quella di Bilal  ben Rabah a Betlemme. “La situazione è grave ed è necessario proteggere la patria e i luoghi santi. Bisogna che tutte le parti – palestinesi, arabe, islamiche ed internazionali – interessate ad al-Quds lavorino assieme”.

Dal canto suo, l'archimandrita 'Ata Allah Hanna ha assicurato la collaborazione dei cristiani di Palestina coi loro fratelli musulmani: “Israele minaccia l'intero popolo palestinese”.

“Come chiese ed uomini di religione delle differenti fedi cristiane abbiamo prodotto un documento in arabo, tradotto in sette lingue, nel quale ci rivolgiamo al mondo cristiano e all'opinione pubblica mondiale affinché si accorgano di al-Quds e della Palestina”.

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