Il movimento di Hamas in Cisgiordania chiede alla sua dirigenza di non presentarsi al dialogo del Cairo

 

Cisgiordania – Infopal.   

 

“Il movimento di Hamas in Cisgiordania apprezza tutte le azioni positive che intendono preparare il clima per un dialogo serio e proficuo, stringendo la mano di quanti svolgono un ruolo importante a questo riguardo – così recita un comunicato stampa del movimento di resistenza islamica in Cisgiordania, diffuso ieri – . Nello stesso tempo ritiene tuttavia che quanto fatto fin qui abbia valore di preliminare, e che la fase cui si è giunti resti ancorata a una serie d’incontri, durante i quali vengono esposti i diversi punti di vista. È pertanto sbagliato e impreciso considerare queste trattative come una fase avanzata nella realizzazione della pacificazione, approfittandone per raccogliere utili propagandistici attraverso i mezzi d’informazione”.

 

Il comunicato prosegue affermando che “Il movimento ha saputo da fonti speciali e bene informate che sono in atto spaventose operazioni, da parte dell’Anp e dei capi della sicurezza, volte a raggirare il diritto naturale e diretto dei detenuti politici di essere liberati. Cambiando la forma della loro detenzione, tramite l’invenzione di procedimenti civili o penali, intendono non soddisfare le richieste del movimento, di altri gruppi e del popolo, che invitano alla loro immediata scarcerazione e a chiudere il loro fascicolo, ritenuto d’ostacolo alla realizzazione di una pacificazione seria. Il movimento guarda pertanto con diffidenza, in mancanza di azioni pratiche ed effettive in merito alla liberazione dei detenuti politici”.

 

L'appello alla dirigenza del movimento: “Il movimento di Hamas in Cisgiordania chiede alla sua dirigenza di non presentarsi al dialogo del Cairo senza aver prima messo fine, in maniera chiara, alla triste questione dei prigionieri politici, detenuti nelle prigioni delle forze di sicurezza in Cisgiordania comandate da Mahmud Abbas. Il nostro serio e reale interesse per il successo del dialogo ci spinge a insistere sulla necessità di garantire il giusto clima per il suo buon esito. Partecipare ai dialoghi di riappacificazione non è questione che riguardi soltanto l’incontro dei vertici: le priorità ruotano intorno alla fine della prepotenza delle forze di sicurezza sui membri del movimento, le sue potenzialità e le sue attività in tutta la Cisgiordania”.

 

 

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