Il Nobel Corrigan Maguire: ‘L’Onu responsabile delle morti a Gaza’. ‘L’assedio è una punizione collettiva illegale’.

Gaza – Infopal. In un’intervista con Quds Press, il premio Nobel Mairead Corrigan Maguire, giunta due giorni fa nella Striscia a bordo del nave Dignity del Free Gaza movement, ha dichiarato che le Nazioni Uniti sono responsabili delle morti causate dall’assedio a Gaza, in atto dal 2006.

La Maguire ha chiesto alla comunità internazionale di prestare attenzione a quanto sta accadendo a Gaza e di "venire a vedere". Ha poi lanciato un appello al governo israeliano affinché ponga fine all’assedio e riapra i valichi.

Maguire si è detta "scioccata" dalla "sofferenza incredibile della popolazione di Gaza", e ha definito l’assedio "una punizione collettiva praticata dal governo israeliano contro gente indifesa".

www.repubblica.it

Roma, 14:36

M.O.: NOBEL PACE CORRIGAN, A GAZA E’ PUNIZIONE COLLETTIVA

"Non c’e’ nulla di piu’ illegale ed immorale della punizione collettiva che viene applicata contro la popolazione palestinese ogni giorno ed in maniera indiscriminata dalle autorita’ dello Stato di Israele". Lo afferma a Gaza all’agenzia missionaria cattolica Misna, Mairead Corrigan Maguire, premio Nobel per la pace nel 1976. Corrigan definisce la striscia di Gaza "una prigione dove un milione e mezzo di persone vivono e muoiono in condizioni umanitarie estreme, dove la maggioranza dei bambini e’ malnutrita, dove non c’e’ abbastanza, a partire dai medicinali e dai generi alimentari". Il premio Nobel per la pace sottolinea che "a Gaza c’e’ uno sfacelo causato dall’assedio: non ci sono pezzi di ricambio per i macchinari, non ci sono medicine, la corrente elettriva va e viene, la manutenzione delle strutture e’ impossibile. La verita’ e’ che qui la gente muore nell’indifferenza della comunita’ internazionale e con la piena responsabilita’ di Israele". Per Corrigan "Hamas aveva vinto regolari elezioni. Piu’ che aver preso con la forza il potere a Gaza, bisognerebbe dire che e’ stata defraudata del legittimo potere che il popolo palestinese le aveva affidato su tutti i territori. Cio’ nonostante i palestinesi stanno lavorando per ricreare l’antica unione". "Passeggiando per le strade della citta’ – conclude Corrigan – ho incontrato tanti ragazzi. Una, in particolare, mi ha colpito: chiedendomi di portarla via con me. Mi ha detto che chi nasce qui sa gia’ che non avra’ un lavoro, non avra’ mezzi per sostentarsi, non avra’ una vita degna di essere vissuta. Chi nasce qui nasce gia’ condannato e, a parer mio, non esiste e non e’ mai esistito qualcosa del genere nella storia dell’umanita’".
(31 ottobre 2008)

www.misna.org

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STRISCIA DI GAZA 31/10/2008   13.44
PREMIO NOBEL PACE A MISNA: “ASSEDIO ISRAELIANO A GAZA CONTRO OGNI DIRITTO”

“Non c’è nulla di più illegale e immorale della punizione collettiva che viene applicata contro la popolazione palestinese ogni giorno e in maniera indiscriminata dalle autorità dello stato di Israele”: raggiunta dalla MISNA a Gaza, Mairead Corrigan Maguire, attivista nordirlandese e Premio Nobel per la pace nel 1976, ha parlato della Striscia come “di una prigione dove un milione e mezzo di persone vivono e muoiono in condizioni umanitarie estreme, dove la maggioranza dei bambini è malnutrita, dove non c’è abbastanza, a partire dai medicinali e dai generi alimentari”. A Gaza, Mairead Corrigan è sbarcata mercoledì a bordo di “Dignity”, l’imbarcazione utilizzata da un gruppo di 27 pacifisti del movimento “Free Gaza” per raggiungere le coste dei Territori palestinesi partendo dal porto cipriota di Larnaca. “Non è stata la prima volta e ripeteremo l’impresa” ha detto il Premio Nobel sottolineando che l’obiettivo è duplice: “Sensibilizzare opinione pubblica e comunità internazionale sulle conseguenze dell’assedio israeliano; aprire un concreto e stabile corridoio tra Gaza e il mondo esterno”. A bordo di “Dignity” è stata trasportata una tonnellata di medicinali subito trasferiti in uno degli ospedali della città: “Ma si tratta solo di un palliativo – ha sottolineato ancora alla MISNA la Corrigan Maguire – di fronte allo sfacelo causato dall’assedio; non ci sono pezzi di ricambio per i macchinari, non ci sono medicine, la corrente elettrica va e viene, la manutenzione delle strutture è impossibile. La verità è che qui la gente muore nell’indifferenza della comunità internazionale e con la piena responsabilità di Israele”. Durante la sua permanenza a Gaza, l’attivista nordirlandese ha incontrato diversi rappresentanti di Hamas e a quanti definiscono “gruppo terroristico” il movimento che ‘governa’ la Striscia di Gaza dal giugno 2007, lei ha risposto dicendo che spesso si dimentica un fondamentale particolare: “Hamas aveva vinto regolari elezioni; più che aver preso con la forza il potere a Gaza bisognerebbe dire che è stata defraudata del legittimo potere che il popolo palestinese le aveva affidato su tutti i Territori. Ciononostante – ha aggiunto facendo anche riferimento al recente rilascio di alcuni prigionieri politici affiliati a Fatah, il movimento del presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas – i palestinesi stanno lavorando per ricreare l’antica unione”. A un anno dal vertice di Annapolis in America, che avrebbe dovuto riavviare i colloqui per la creazione di uno stato palestinese in tempi brevi, Corrigan Maguire ha detto ancora alla MISNA che a Gaza non c’è stato nessun miglioramento da allora: “Passeggiando per le strade della città, ho incontrato tanti ragazzi. Una, in particolare, mi ha colpito: chiedendomi di portarla via con me, mi ha detto che chi nasce qui sa già che non avrà un lavoro, non avrà mezzi per sostentarsi, non avrà una vita degna di essere vissuta. Chi nasce qui, nasce già condannato e, a parer mio, non esiste e non è mai esistito qualcosa del genere nella storia dell’umanità”. Mairead Corrigan Maguire, nata nel 1944 a Belfast da famiglia cattolica, decise di dedicarsi alla pace nel suo paese dopo che i tre figli della sorella furono investiti e uccisi da un’auto senza controllo alla guida della quale era un membro della resistenza dell’Esercito repubblicano irlandese colpito poco prima a morte da un soldato inglese. In seguito a quel fatto, la sorella morì suicida, lei fondò con Betty William il movimento “Donne per la pace” attraverso il quale si impegnò per mettere fine alle violenze nell’Irlanda del nord. Da qualche anno si occupa di Palestina, nell’aprile del 2007, mentre partecipava a una manifestazione contro la costruzione del muro tra Israele e Cisgiordania, fu colpita da un proiettile di gomma sparato da un soldato di Tel Aviv.(a cura di Gianfranco Belgrano)[ GB]

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