Il padre del soldato Shalit ha parlato al telefono con il portavoce dei CRP e si è offerto in ostaggio delle fazioni palestinesi.

 

Abu Mujahid, portavoce dei Comitati di resistenza popolare, ha confermato di aver ricevuto una telefonata dal padre del soldato israeliano Gilad Shalit, detenuto da tre fazioni palestinesi (le Brigate Izzeddin Al-Qassam, ala militare di Hamas, le Brigate An-Naser Salahaddin, ala militare dei Comitati di resistenza popolare, e l’Esercito dell’Islam) nella Striscia di Gaza.

“Ha iniziato a parlare di suo figlio – ha spiegato Abu Mujahid – e io gli ho confermato che sta bene, che gode di buona salute e che non ha subito torture o i trattamenti che subiscono i nostri detenuti nelle prigioni israeliane”.

Abu Mujahid ha spiegato che hanno parlato di una proposta di scambio di detenuti palestinesi contro la liberazione di Shalit, che stava per essere realizzata prima di venire ostacolata dal governo di Olmert. E ha riportato quanto aveva detto al padre del giovane soldato: “Se il governo israeliano avesse accettato la proposta egiziana per completare l’accordo, tuo figlio sarebbe già a casa tua”.

E ha aggiunto che il padre del detenuto gli ha risposto di "essere stato invece avvisato dal governo israeliano che le fazioni palestinesi non avevano presentato i nomi dei detenuti o altri dettagli per completare l’accordo".

Il padre del soldato ha poi proposto di andare a Gaza e offrirsi come ostaggio delle fazioni finché il governo israeliano non accetterà le richieste della resistenza palestinese. Abu Mujahid ha replicato che l’importante è “liberare i detenuti palestinesi. Il governo israeliano conosce bene le richieste delle fazioni”.

Il portavoce dei Comitati ha aggiunto: “Ho confermato al padre del soldato che noi siamo pronti a tenere suo figlio per anni, con l’obiettivo di riuscire a liberare i nostri detenuti la luce. E ho sottolineato: ‘Non mi piace che tu ti metta a sedere con noi se non hai potere di liberarli. Preferisco che tu parli con i genitori dei nostri prigionieri che soffrono da anni e non per sei mesi’”.

 

Rispondendo alla domanda sull’esistenza di parti interne che tentano di far fallire l’accordo di scambio, Abu Mujahid ha confermato e, in particolare, sulle notizie relative alla promessa fatta dal deputato Dahlan a Israele di liberare il soldato sequestrato attraverso le informative delle sue forze, e sulla nomina a capo degli organi di sicurezza palestinesi, il portavoce dei CRP ha sottolineato che “nessuno potrà ottenere informazioni su Shalit se non quelle veicolate dalle fazioni che lo tengono prigioniero”.

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