Il Pchr chiede alla procura l’avvio di indagini sulla morte dei ricercati per l’omicidio Arrigoni

Palestinian Center for Human Rights (Pchr). Il Pchr ha chiesto al Procuratore generale di Gaza l'avvio di un'indagine sulle circostanze che hanno portato alla morte di due individui e al ferimento di un terzo nel corso degli scontri tra questi e i servizi di sicurezza nel campo profughi di Nusseirat, al centro della Striscia di Gaza, lo scorso 19 aprile.

Il Pchr chiede che queste indagini siano determinanti per fare chiarezza sull'assassinio dell'attivista italiano, Vittorio Arrigoni.

In base alle indagini condotte da Pchr, intorno alle ore 13:00 locali di martedì 19 aprile, numerosi ufficiali di sicurezza, molti dei quali in borghese, hanno circondato l'abitazione di proprietà di Khalil Mohammed Abu Ghoula, palestinese di 51 anni, adiacente alla moschea Thu al-Nourain, nel campo profughi di Nussairat, al centro della Striscia di Gaza.

Questo è avvenuto dopo che le forze di sicurezza avevano ricevuto informazioni sulla presenza nell'abitazione dei tre soggetti accusati dell'omicidio di Vittorio Arrigoni, avvenuta il 14 aprile.

La casa è composta da due piani, ognuno dei quali comprende due appartamenti. E' abitata da quattro famiglie per un totale di 17 persone, tra cui 5 bambini.
Le forze di sicurezza hanno eseguito un raid nell'abitazione arrestando tre figli di Abu Ghoula's: Khaled, di 28 anni, 'Aamer, di 23 e Jamal, di 22.

Poco dopo uno scontro a fuoco, Aamena Shihda Abu Ghoula, 25enne, è rimasto lievemente ferito da un proiettile che lo ha raggiunto al capo.
I residenti hanno lasciato l'edificio mentre gli ufficiali di sicurezza hanno condotto sul posto la madre di uno dei tre asserragliati e un altro membro dello stesso gruppo, Hisham al-Si'aidni, nel tentativo di convincere i tre ad arrendersi. Poi le forze di sicurezza hanno stabilito un controllo sull'abitazione.

Mercoledì mattina, il portavoce del ministero dell'Interno, Ihab al-Ghussain, ha affermato che “i tre non hanno prestato ascolto all'invito della sicurezza e hanno tentato invece a resistere. I tre hanno aperto il fuoco contro la sicurezza, un ufficiale è stato lievemente ferito”.
Al-Ghussain ha poi aggiunto che “uno dei ricercati, Abdul Rahman al-Braizat, ha lanciato una granata contro gli altri due. Gravemente ferito, Bilal al-'Omari è spirato poco dopo, mentre Mahmoud al-Salfiti è stato ferito in modo non grave. Al-Braizat si è sparato un colpo alla testa con una postola”.

Il Pchr ribadisce la propria condanna per il crimine di Vittorio Arrigoni e chiede alla Procura generale di Gaza di indagare sulla morte di due dei ricercati e sul ferimento del terzo, convinto che un'indagine su questi fatti contribuirà a fare chiarezza sulle circostanze alla base del delitto di Vittorio Arrigoni”.

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