Il PCHR condanna gli ultimi piani coloniali di Israele e lancia un appello alla Comunità Internazionale.

PCHR
Palestinian Centre for Human Rights

Press Release

 

Ref: 15/2010

11 marzo 2010 

Il PCHR condanna gli ultimi piani coloniali di Israele e lancia un appello alla Comunità Internazionale

Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) condanna con determinazione gli ultimi piani coloniali di Israele in Cisgiordania e, in particolare, quegli che interessano Gerusalemme est. Il PCHR ribadisce che le attività coloniali nei Territori Palestinesi Occupati (OPT) rappresentano un crimine di guerra e rivolge il proprio appello alla Comunità internazionale, in particolare agli stati membri firmatari della IV Convenzione di Ginevra affinché rispettino gli obblighi legali e morali assunti e per far sì che Israele rispetti la Convenzione al suo articolo 1.

Il PCHR dichiara inoltre che, qualora la Comunità internazionale non dovesse prendere atto della politica illegale perseguita da Israele, lo stato ebraico allora, sarà incoraggiato a proseguire nella violazione della legge sui diritti umani e di quella internazionale.  

Secondo quanto hanno dichiarato organi ufficiali israeliani, responsabili delle attività colioniali in Cisgiordania, si pianifica la costruzione di oltre 26.000 unità abitative a Gerusalemme e nei suoi sobborghi, soprattutto nelle aree est e sud della città. Così riportano dette dichiarazioni:

–      28 marzo 2010 – le autorità d’occupazione israeliane hanno concesso il via libera alla costruzione di 112 unità abitative nella colonia di “Betar Illit”, ad ovest di Betlemme;

–      9 marzo 2010 – il Ministro degli Interni israeliano ha approvato la costruzione di 1.600 unità abitative a Gerusalemme est. Secondo quanto riporta il quotidiano israeliano Ha'aretz, queste abitazioni sarebbero destinate al quartiere di “Ramat Shlomo” espandendosi in direzione est e sud;

–      11 marzo 2010 – il sito (in lingua ebraica) del quotidiano israeliano Ha'aretz ha riportato la notizia secondo cui la municipalità di Gerusalemme pianifica la costruzione di migliaia di colonie nella città occupata. Sempre secondo il sito di Ha’aretz, gran parte di questo piano, riguarderebbe la parte est e sud di Gerusalemme e gode del sostegno del governo israeliano.

Alcuni tra questi piani sono già ad uno stadio avanzato: 3.000 unità abitative nella colonia di Gilo, altre 1.500 ad Abu Ghneim Mountain; 1.500 nella colonia di Pisgat Ze'ev; 3,000 a Givat Matosim; 1.200 a Ramot; 600 ad Armona Nitzev; 450 a “Nabi Yacov”; 144 nella colonia  Olive Mount; oltre alla costruzione di un nuovo quartiere con 13.000 abitazioni nel villaggio di al-Walajah, a nord ovest di Betlemme in direzione di Gerusalemme.  

Il PCHR condanna con determinazione ogni forma di attività coloniale in Cisgiordania e tutte le politiche implementate da Israele a Gerusalemme est, miranti al raggiungimento di una maggioranza ebraica nella città.

Il PCHR ribadisce i seguenti punti:

  1. Conferma che Gerusalemme est – sotto occupazione dal 4 giugno 1967 – è parte integrante dei Territori Palestinesi Occupati.

 Costitutscono violazioni della legge internazionale e quella delle Nazuoni Unite: le procedure applicate da Israele in seguito all’occupazione della città e decise dalla Knesset (parlamento isareliano) quali quella del 28 giugno 1967 con cui si annetteva la città al territorio israeliano,  quella del 30 luglio 1980 in cui si dichiarava “Gerusalemme capitale unificata di Isarele” e la decisione di estendere i confini municipali di Gerusalemme.  

  1. Ogni decisione e piani eseguiti da Israele nella città occupata, non comportano alcuna modifica al suo status legale.

Pertanto, sulla base di questo il PCHR si appella:

  1. Alle parti firmatarie la IV Convenzione di Gonevra, individualmente e collettivamente, perchè adempino ai propri obblighi legali e morali assicurando che Isarele rispetti la Convenzione nei Territori Palestinesi Occupati in base all’articolo 1 della stessa. Il PCHR sostiene che il silenzio scelto dalla comunità internazionale incoraggia Israele ad agire al di sopra della legge e a commettere ulteriori violazioni della legge sui diritti umani come di quella umanitaria internazionale. Tra queste violazioni rientrano anche i tentativi israeliani di raggiungere una magioranza ebraica a Gerusalemme est occupata.  
  2. Alla comunità internazionale affinchè intervenga immediatamente obbligando Israele a fermare ogni attività coloniale nei Territori Palestinesi Occupati, in particolare a Gerusalemme est.
  3. All’Unione Euriopea (UE) e ai suoi Stati Membri, chiedendo l’osservanza dell’articolo 2 dell’accordo di Associazione tra Europa ed Israele in cui si è stabilito il rispetto di Israele per i diritti umani come perequisito per la cooperazione economica. Il PHCR infine si appella agli stati europei affinchè collaborino nell’azione di boicottaggio dei beni israeliani in ogni loro forma: in particolare quegli provenienti dalle colonie all’interno dei Territori Palestinesi Occupati.

       Traduzione per Infopal di Elisa Gennaro

 

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