Il Pchr condanna l’arresto del segretario del Clp Mahmud ar-Ramahi

Riceviamo dal Palestinian Centre for human rights – Pchr e pubblichiamo.

Il Centro palestinese per i diritti umani (Pchr) condanna con forza l'arresto da parte delle forze di occupazione israeliane di Mahmud ar-Ramahi, segretario del Consiglio legislativo palestinese (Clp) e membro del blocco parlamentare “Cambiamento e riforma” del movimento di Hamas.

Il Centro ritiene infatti che questo gesto sia un esempio di come i deputati del Clp eletti nel gennaio 2006 vengano presi di mira dalle autorità israeliane. Il Pchr ritiene inoltre che gli arresti rappresentino una forma di rappresaglia e di punizione collettiva ai danni dei civili palestinesi, e violino quindi l'articolo 33 della quarta Convenzione di Ginevra del 1949.

Secondo le indagini condotte dal Pchr, alle 3,25 circa di ieri mattina le truppe israeliane hanno fatto irruzione nel quartiere di ash-Shorfa, nella cittadina di al-Bireh, e hanno invaso la palazzina di due piani appartenente al deputato Mahmud Abd ar-Rahman ar-Ramahi, 47 anni. Una volta entrati, i soldati hanno chiesto le carte d'identità degli inquilini, arrestando ar-Ramahi e trasferendolo verso destinazione ignota.

Va ricordato che questa campagna di arresti ha già colpito molti fra deputati del blocco “Cambiamento e riforma”, ministri e membri dei consigli locali della Cisgiordania dalla fine di gennaio 2006. Ar-Ramahi era già stato arrestato il 21 agosto di quell'anno e scontò in seguito 32 mesi nelle carceri israeliane, finché non venne rilasciato alla fine di marzo 2009.

Il Pchr ribadisce la propria condanna dell'arresto del segretario del Clp, e inoltre:

1.       ricorda che gli arresti fanno parte di una campagna pianificata, che punta a minare i risultati delle elezioni legislative svoltesi in maniera democratica il 25 gennaio 2006;

2.       evidenzia come le detenzioni facciano parte di una serie di rappresaglie e punizioni collettive ai danni dei civili, proibite dalla quarta Convenzione di Ginevra;

3.       chiede il rilascio immediato di ar-Ramahi e di tutti i ministri e deputati palestinesi detenuti nelle carceri israeliane.

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