Il Pchr: preoccupati per la situazione umanitaria a Gaza.

PCHR
Palestinian Centre for Human Rights

Comunicato stampa

 

 

Ref: 24/2010

Data: 11 aprile 2010

Il Pchr sul peggioramento della situazione umanitaria a Gaza con la chiusura forzata della centrale elettrica.

Il Centro palestinese per i diritti umani (Pchr) esprime serie preoccupazioni per il continuo degrado della situazione umanitaria della popolazione civile, causata dai diffusi blackout elettrici. L’operatività della centrale elettrica di Gaza è cessata il 10 aprile per l’esaurimento del carburante industriale. Il Pchr teme che l’attuale crisi possa avere delle conseguenze sull’accesso della popolazione ai servizi vitali, tra cui i rifornimenti d’acqua, e risultare nella sospensione del lavoro in alcuni settori vitali quali la sanità, l’igiene e la scuola. Oltre a questo, si consideri che gli esami nelle scuole e nelle università di Gaza sono molto vicini, e i blackout interferiranno con la preparazione degli studenti.

Il funzionamento della centrale elettrica è stato fermato del tutto il 10 aprile. L’ingegnere Cana’an ‘Obeid, vice presidente dell’Autorità di Gaza per l’energia, ha annunciato che le quattro turbine dell’impianto sono state spente a causa della mancanza di carburante. ‘Obeid ha aggiunto che la nuova crisi ha portato il deficit elettrico al 50%, dal momento che il governo di Ramallah ha smesso di contribuire al pagamento delle forniture di carburante. Tuttavia, Ghassan al-Khatib, portavoce del governo di Ramallah, ha accusato la Compagnia di distribuzione dell’elettricità di Gaza (Codeg) di non pagare la sua parte, sottolineando che l’esecutivo dell’Anp si stava impegnando a pagare i due terzi del costo del carburante dallo scorso novembre, e si aspettava quindi che la Codeg utilizzasse il denaro delle bollette dei cittadini di Gaza per contribuire. Al-Khatib ha quindi osservato che la stessa Codeg raccoglie limitate somme di denaro dai consumatori di energia per colpa del debole sostegno fornitole dagli organi ufficiali di Gaza.

Bisogna anche ricordare che lo scorso 20 novembre, l’Unione Europea decise di sospendere gli aiuti finanziari destinati a coprire direttamente il costo di circa 2.200 m³ di carburante alla settimana. L’Ue trasferiva i suoi aiuti sul budget dell’Anp, che s’impegnava a coprire il costo del carburante della centrale inviando i fondi all’Autorità per l’energia. Quest’ultima si accollò il pagamento del carburante per mezzo del ministero delle Finanze di Ramallah dal 20 novembre al 31 dicembre scorsi, il che comportò una spesa di circa 70 milioni di Shekel [circa 14 milioni di euro, ndr]. A gennaio, però, l’Autorità per l’energia annunciò di non essere più in grado di coprire questa somma, e cominciò a pagare solo 6,5 degli 8,8 milioni di litri (il 74%) del carburante ammesso nella Striscia di Gaza dalle autorità di occupazione israeliane.

La Codeg, da parte sua, sta soffrendo di un crescente aumento del deficit finanziario, poiché il 60% dei consumatori di energia della Striscia non paga le bollette, accumulando così un debito collettivo che attualmente ammonta a circa 2,7 miliardi di Shekel [circa 540 milioni di euro, ndr], rendendo ancora più difficile per la compagnia farsi carico del pagamento – tramite l’Autorità per l’energia – del carburante necessario alla produzione di elettricità nella centrale. Migliaia di consumatori di energia, tra cui importanti personalità politiche, uomini d’affari, commercianti e impiegati delle istituzioni, governative e non, si rifiutano di pagare le bollette pur avendo la possibilità di farlo. Erano convinti che l’Ue stesse finanziando i rifornimenti alla centrale, e così si sono sentiti incoraggiati a non pagare.

I cinque governatorati della Striscia di Gaza sono stati colpiti da questa nuova crisi, e la popolazione civile ha sofferto ulteriormente a causa delle ripetute mancanze di elettricità. I civili hanno espresso il proprio disappunto per essere diventati le vittime del conflitto politico tra i due governi di Gaza e Ramallah. Sono inoltre particolarmente indiganti per la coincidenza della crisi con la preparazione per gli esami finali dei vari livelli d’istruzione. Decine di civili hanno inoltre lamentato che molte delle loro apparecchiature elettriche si sono guastate a causa dell’alto voltaggio che viene fornito quando la corrente elettrica ritorna alla fine dei blackout. I nuovi sviluppi della crisi elettrica hanno significato la mancanza di corrente in ampie parti della Striscia, dove viene fornita per otto ore e quindi tagliata per altre otto, tutti i giorni. Si prevede che simili riduzioni dell’energia aumentino con il corso del tempo. Si teme anche che il disagio della popolazione civile cresca e che il suo accesso ai servizi di base – tra cui i servizi sanitari, l’istruzione, l’acqua, i servizi igienici e altro ancora – venga intaccato.

Il Pchr esprime quindi le sue estreme preoccupazioni riguardo agli impatti catastrofici che potrebbero risultare dalla chiusura degli impianti che forniscono tali servizi agli abitanti di Gaza.

Alla luce di quanto detto finora, il Pchr chiede:

All’Autorità per l’energia e ai due governi di Ramallah e Gaza di trovare delle soluzioni immediate per assicurare l’arrivo del carburante industriale alla centrale elettrica di Gaza allo scopo di ridurre i tagli all’elettricità e porre fine alle sofferenze della popolazione, risultanti dal conflitto politico tuttora in corso.

·        alla Codeg di pubblicare i nomi delle personalità politiche, degli uomini d’affari, dei commercianti e degli impiegati delle istituzioni, governative e non, che devono grosse somme di denaro alla compagnia e hanno la possibilità di pagarle. Questo costituirà un importante strumento di pressione nei confronti di chi non paga i propri debiti alla Codeg. Può anche diventare parte di una serie di soluzioni strategiche all’attuale crisi, che rendano non necessaria la disponibilità di fondi esterni.

Al governo di Gaza di coordinarsi con la Codeg per recuperare il denaro dei debitori in grado di pagare. Questo accrescerà la capacità della compagnia di raccogliere i debiti e contribuire alla copertura dei costi del carburante industriale richiesto per il funzionamento della centrale elettrica.

Il Pchr ricorda infine che il fallimento delle autorità responsabili della crisi non dovrebbe avere alcun impatto sui consumatori che pagano le loro bollette regolarmente. Per questo, tali autorità sono tenute a provvedere ai rifornimenti di energia sotto tutte le circostanze. Il Pchr riconosce anche che l’assedio totale e illegittimo che viene imposto dall’occupazione da circa tre anni ha aggravato le condizioni economiche di migliaia di famiglie e limitato la loro capacità di soddisfare le loro necessità di base, tra cui lo stesso pagamento delle bollette. Ciò richiede una riconsiderazione dei meccanismi di aiuto forniti alle stesse famiglie, e l’individuazione di un sistema che faccia sì che le autorità coinvolte e i partiti collaborino e aiutino i cittadini a non accumulare debiti nei confronti della Codeg.

 

Public Document

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