‘Il pellegrinaggio non deve essere strumentalizzato politicamente’.

Gaza – Infopal. Il Centro Palestinese per i Diritti Umani, operante nei Territori Palestinesi Occupati, ha chiesto ai due governi di Gaza e Ramallah di non strumentalizzare i pellegrinaggi religiosi (Hajj e Umra) e di agevolare i pellegrini nella Striscia di Gaza.

In un comunicato stampa di cui il corrispondente di Infopal.it ha ricevuto una copia, il Centro ha affermato che nello scorso mese di giugno, durante il sorteggio ufficiale dei pellegrini che sarebbero potuti partire, il governo di Gaza, alla presenza di ministri, deputati e proprietari di agenzie di viaggio, scelse soltanto quelli da esso registrati, seguendo così i propri interessi politici.

D’altra parte, secondo quanto riportato dal Centro, anche il governo di Ramallah fece il sorteggio tra i pellegrini della Cisgiordania, mentre ammise tutti quelli della Striscia di Gaza senza alcuna selezione.

I pellegrini della Striscia, che attendevano che fossero pubblicate le selezioni, sono rimasti sorpresi nel trovarsi di fronte a due selezioni diverse, a causa dei differenti criteri seguiti dai due governi nell’effettuare i sorteggi.

Il Centro ha inoltre spiegato che circa 70 agenzie di viaggi a Gaza registrarono i nomi dei sorteggiati dal 25 maggio al 20 giugno di quest’anno, contando 19295 iscritti, per un totale di 2200 posti a disposizione spettanti alla Striscia di Gaza (5500 per tutta la Palestina). Dato che i ministeri dei due governi avevano definito tempi diversi per le iscrizioni, non ci fu alcun coordinamento.

Questa situazione creò un clima d’incertezza tra coloro che erano interessati a compiere il pellegrinaggio, a causa non solo del diverso schieramento delle singole agenzie – che si riferivano ai termini stabiliti ora da un governo ora dall’altro – , ma anche delle diffide rivolte da entrambi i governi a chi collaborava con l’altro.

Il Ministero per gli Affari Religiosi del governo di Ramallah ha inoltre dichiarato di aver completato le pratiche dei pellegrini della Striscia di Gaza registrati presso il suo ministero, compresi i permessi delle autorità saudite. Dall’altra parte, il corrispondente ministero del governo di Gaza è anch’esso in attesa degli stessi permessi per i pellegrini da esso registrati.

Per questo motivo, il Centro ha sottolineato il diritto di ogni persona alla libertà di credo e di fede, e a non essere ostacolato neppure quando gli occorre effettuare degli spostamenti per praticare la propria religione, come nel caso del pellegrinaggio. Ha dunque invitato i due governi a non coinvolgere i pellegrini nei loro conflitti politici, chiedendo che ci si affretti a semplificare la loro partenza, e che possano compiere il loro dovere religioso come i musulmani provenienti da qualunque altra parte del mondo.

Il Centro ha infine espresso il suo timore per quanto riguarda le pericolose conseguenze del conflitto politico tra Hamas e al-Fatah, che quest’anno incombe sul pellegrinaggio degli abitanti di Gaza.

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