Il piano operativo di Israele per attaccare la Freedom Flotilla diretta a Gaza

Il piano operativo di Israele per attaccare la Freedom Flotilla diretta a Gaza

Di Michel Chossudovsky, Global Research. Israele sta elaborando un piano per attaccare la Freedom Flotilla diretta a Gaza. È stato stabilito, che l’attacco del commando avrà luogo nelle acque internazionali. È stato stilato un piano operativo dettagliato, implementato dalla marina israeliana. L’uso della forza è esplicitamente contemplato: 

“Il governo ha chiesto alla marina israeliana di preparare una risposta operativa per impedire alla flotta di rompere il blocco marittimo, imposto da Israele sulla Striscia di  Gaza. Il blocco prevede che ai pescatori di Gaza sia permessa la navigazione a tre chilometri dalla costa di Gaza, ma non oltre. Alle imbarcazioni non è permessa la navigazione in acque distanti venti chilometri dalla Striscia di Gaza. (JP, 31 maggio 2011).

“….Ai soldati è stato ordinato di usare la forza per neutralizzare pericoli armati e attacchi, se necessario. Tuttavia, in generale, l’obiettivo sarà prendere il controllo delle navi in modo non violento” (Ibid). 

Secondo il portavoce della marina israeliana, molte “sorprese” attendono coloro che tenteranno di avvicinarsi alle acque di Gaza:

“Un anziano ufficiale della marina ha dichiarato, che Israele ha in serbo molte 'sorprese' per le navi della Flotilla”. (Ibid)

La stessa unità di commando Shayetet 13, che attaccò la Mavi Marmara nel maggio del 2010, uccidendo nove attivisti per i diritti umani, si sta “sottoponendo ad un addestramento speciale”, che include “la simulazione di incursioni su un’imbarcazione, che ricostruisca gli eventi accaduti sulla Mavi Marmara”. (Vedi People's Daily, May 31, 2011)

Inoltre, i commando sono sottoposti a “addestramento intensivo al combattimento corpo a corpo, insegnato loro da esperti del servizio israeliano di sicurezza, Shin Bet”.

I commando, questa volta, saranno pesantemente armati:

“Fonti della marina hanno dichiarato che nonostante sia stato accertato che la maggior parte degli attivisti opporrà resistenza passiva, le truppe che saliranno sulla prossima Flotilla saranno dotate di armi più potenti delle armi con capsule di vernice e pistole semi-automatiche usate contro l’ultima flotta” (Ibid).

“L’intervento israeliano in acque internazionali è legale”: la dichiarazione rilasciata al Jerusalem Post afferma che, secondo la legge internazionale, i commando della marina israeliana hanno il diritto di intercettare le navi e partecipare a ciò che equivale ad atti di pirateria:

“Secondo le leggi marittime internazionali, comunque, la marina israeliana ha la facoltà di intercettare e di prendere il controllo di una nave che si dichiari intenzionata a navigare verso Gaza, anche prima che entri nelle acque su cui è imposto il blocco”.  

La Mavi Marmara

Gli articoli procedono poi con la descrizione della Mavi Marmara, su cui si trovavano i nove attivisti turchi uccisi da un commando israeliano, nel maggio del 2010. 

La realtà si capovolge. La bugia diventa verità. I commando israeliani vengono rappresentati come vittime, attaccati da “mercenari” turchi. 

“Il 31 maggio 2010, la marina israeliana ha fermato una flotta turca e, quando i commando sono saliti sulla Mavi Marmara, sono stati attaccati da un gruppo di mercenari.

Nella violenza che ne è scaturita, nove mercenari sono stati uccisi e molti commando israeliani sono stati gravemente feriti.

In aggiunta alla preparazione militare, il ministero degli Esteri sta cercando di convincere altri Stati ad utilizzare i mezzi necessari per ostacolare  la partenza della Flotilla per Gaza” (JP, 31 maggio 2011)

Il rapporto del  JP non spiega come questi “nove mercenari” siano stati uccisi e come non siano state riportate perdite da parte degli israeliani. 

http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=25067

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