‘Il popolo palestinese non vivrà, da schiavo, sotto occupazione’.

Il popolo palestinese non vivrà, da schiavo, sotto occupazione. 

Iniziativa Nazionale Palestinese.

Nel corso di una conferenza tenuta al Watan Media Center, Mustafa Barghouti, Segretario Generale dell’Iniziativa Nazionale Palestinese, ha esposto l’attuale situazione politica nei territori palestinesi. “Ciò che vediamo oggi – ha detto Barghouti in apertura del suo discorso – è una profonda crisi politica che ha origine nelle politiche israeliane che consistono nelle violazioni del diritto internazionale ed umanitario e nell’occupazione della terra e del popolo di Palestina”.

L’attuale decisione del Presidente Abbas di non ricandidarsi alle elezioni presidenziali conferma il fallimento delle politiche condotte negli ultimi cinque anni in vista del raggiungimento di uno Stato palestinese. Israele si rifiuta di fermare l’espansione degli insediamenti e ciò è quel che blocca i negoziati. Israele ha mostrato al mondo intero che la sua intenzione è quella di trasformare la Palestina in una terra di ‘bantustan’”.

Israele parla di un futuro Stato palestinese senza confini definiti, senza Gerusalemme est quale legittima capitale, senza considerare i confini del 4 giugno 1967. Ma le istituzioni di uno Stato sotto occupazione generano soltanto un’Autorità soggetta al dominio israeliano”.

“Noi saremo incapaci di congelare gli insediamenti o qualsiasi altra politica israeliana di apartheid se non opporremo una strategia unitaria. Tuttavia l’azione diplomatica è fondamentale, ma non è abbastanza. La resistenza non violenta è l’unico mezzo per vivificare una cultura di attivismo di massa in tutti i settori del popolo palestinese. Vi sono già dei modelli di successo, diffusi in molti paesi della Cisgiordania. Seguiamo l’esempio di quei palestinesi che sono riusciti a demolire alcune parti del Muro, ieri e venerdì scorso, a Ni‘lin e a Qalandiya, per il 20° anniversario della caduta del Muro di Berlino”.

“Nel 2004, la Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato il Muro e ciò comporta contrari al diritto internazionale, perciò ha chiesto di smantellarlo. C’è solo un modo per prevenire l’uso della forza e far sì che Israele rispetti il diritto internazionale: una campagna di sanzioni e di boicottaggi. Israele trae un enorme vantaggio da una dirigenza palestinese disunita. I palestinesi devono adottare un nuovo approccio e sostenere un’adeguata strategia di riconciliazione nazionale. In questo contesto, le elezioni non possono diventare uno strumento per ulteriori divisioni: al contrario, elezioni democratiche e trasparenti devono essere indette per tutti i palestinesi”.

“Noi oggi siamo testimoni della morte definitiva del cosiddetto ‘Processo di pace’ – ha concluso Barghouti –, ma niente impedirà ai palestinesi dal proclamare il loro Stato indipendente. Israele non rispetta la legge e contravviene agli accordi di Oslo, aumentando il numero degli insediamenti illegali in Cisgiordania, perpetrando l’assedio di Gaza e rubando la terra ai palestinesi con la costruzione del Muro. Perché la proclamazione di uno Stato indipendente sui confini del ’67, che includono Gerusalemme est, dovrebbe costituire una violazione degli Accordi di Oslo?”.

“Noi rifiutiamo di vivere da schiavi sotto occupazione, di vivere in dei ghetti”.

14 novembre 2009

Link: www.almubadara.org/new/edetails.php?id=6283

 

 

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