Il presidente Abbas ha confermato che conferirà al nuovo governo tutti i poteri, in accordo con la legge.

Dal nostro corrispondente.

Durante la conferenza stampa di ieri sera, Abu Mazen ha spiegato che l’incontro con il premier Hanyah è stato il primo dopo la formazione del nuovo governo e il giuramento: i due politici hanno discusso di tutte le aggressioni israeliane contro il popolo palestinese e del massacro dei sei palestinesi a Rafah. Hanno inoltre affrontato molte questioni che possono aiutare il governo nel suo lavoro, chiarendo che “non c’è alcun veto nel conferirgli tutti poteri legislativi che gli spettano”. Il presidente ha poi aggiunto che “non si deve punire il popolo palestinese per la sua scelta democratica, e neanche il cittadino, l’impiegato, i parenti dei martiri o dei prigionieri”.

Da parte sua, Haniyah ha affermato che “abbiamo raggiunto l’accordo di creare un ufficio operativo per studiare le divergenze fra la presidenza e il governo”. E ha poi denunciato le continue aggressioni degli israeliani a Gaza, l’uccisione di decine di palestinesi, i numerosi feriti, e ha chiesto alla comunità mondiale di intervenire al più presto per fermare l’escalation militare contro il popolo palestinese.

Haniyah ha dichiarato che durante l’incontro è stata confermata la volontà di dar seguito alla prova democratica palestinese concedendo al governo tutti i poteri previsti dalla legge e dalla costituzione.

Alla riunione, che è durata quasi tre ore, hanno partecipato il ministro degli Esteri, degli Interni, il consigliere di Haniyah, il portavoce del governo e il segretario generale dei ministri.

Haniyah ha spiegato che è stata confermata anche la collaborazione fra la presidenza e i ministeri per coordinare tutti i provvedimenti tramite un canale di comunicazione permanente. Tale collaborazione avrà anche l’obiettivo di trovare soluzioni per la crisi economica attualmente in corso e per alleviare la sofferenza del popolo palestinese. E’ stato anche raggiunto un accordo tra il presidente e il ministro del Tesoro sulla questione delle casse statali ormai vuote.

Il Premier ha anche sottolineato che non esiste un “governo ombra” contro uno eletto dal popolo, come è stato più volte scritto, perché il presidente stesso ha rifiutato l’idea di andare contro le scelte della popolazione. E ha affermato che le divergenze saranno oggetto di discussione tra la presidenza e il segretario generale dei ministri.

Haniyah ha poi definito la decisione dell’Unione Europea e degli Usa di congelare gli aiuti ai palestinesi “ingiusta” e una “punizione contro il popolo per la sua scelta democratica in contrasto con i principi propagandati dall’Occidente”, e che “porre degli ostacoli davanti al nuovo governo palestinese e impedendogli di lavorare non è utile a nessuno”.

 

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