Il Primo Ministro israeliano ribadisce che non fermerà la costruzione di nuovi insediamenti in terra palestinese

lunedì, 25 febbraio 2008

[L’articolo che segue riguarda l’argomento su cui ogni singolo aspetto della propaganda filoisraeliana si infrange: la costruzione di insediamenti su terra palestinese. Non nel passato, si badi, ma nel presente e, per quel che se ne può giudicare, persino nel futuro.
Appare difficile crederlo, eppure quella finzione diplomatica che prende il nome di "Processo di pace", sotto l’ipocrita regia di USA, UE e ONU, si basa su un copione secondo il quale entrambe le parti, Israeliani e Palestinesi, sarebbero animati da un sincero "desiderio di pace", ma dovrebbero essere "aiutati" a fare progressi.
La credibilità del "sincero desiderio di pace" di Israele deve misurarsi con il costante rifiuto opposto dal suo governo di assumere qualunque impegno sui programmi attuali e futuri di espansione edilizia nei territori palestinesi, attualmente sotto occupazione. Eppure, incredibilmente, le autorità USA, UE e ONU, si comportano come se quel "sincero desiderio di pace", fosse una cosa reale, e non un parto della loro sbrigliata immaginazione.
Vi invito a leggere le due ultime dichiarazioni in fondo all’articolo senza ridere, pensando che chi le pronuncia è il capo del governo israeliano.
Traduco dall’inglese — Gianluca Bifolchi-
http://achtungbanditen.splinder.com/]

Il Primo Ministro israeliano ribadisce che non fermerà la costruzione di nuovi insediamenti in terra palestinese.

TOKYO – Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha dichiarato in un’intervista ad una televisione Giapponese, domenica, che la costruzione degli insediamenti, che fa infuriare i Palestinesi, non sarà sospesa.

Olmert, che più tardi nella giornata è arrivato in Giappone per una vista di tre giorni, ha espresso la sua contrarietà a sospendere la costruzione di nuove case in un insediamento di Gerusalemme Est.

"Prima di tutto è difficile (fermare la costruzione) perché stiamo parlando di entità viventi", ha detto Olmert alla rete NHK prima della sua partenza per Tokyo.

"Stiamo parlando di persone che vivono lì. Devono vivere, hanno bisogno di esprimere il loro desiderio di vivere. Hanno bambini, vogliono sposarsi ed avere case".

Israele ha iniziato a costruire 66 nuove case lo scorso mese a Maaleh Hazeitim, nell’area Ras al-Amud di Gerusalemme Est, che Israele occupò e annetté nella guerra del 1967, e che i Palestinesi vogliono che sia la capitale del loro futuro stato.

L’espansione ha luogo mentre Israele e i Palestinesi sono impegnati nei più seri colloqui di pace da molti anni, miranti a risolvere le più spinose questioni del conflitto mediorientale, tra cui il futuro status di Gerusalemme.

La costruzione dell’insediamento ha anche attirato forti critiche dagli Stati Uniti, che hanno sostenuto i nuovi colloqui di pace, che erano stati rilanciati ad una conferenza internazionale di pace nella città USA di Annapolis lo scorso novembre.

Olmert aveva dichiarato che era disposto a fare "dolorose concessioni" se un processo di pace "avesse portato a una piena, onnicomprensiva, permanente pace, senza terrorismo".

Olmert deve incontrare la sua controparte Giapponese, Yasuo Fukuda mercoledì, e i due discuteranno dei rapporti economici bilaterali, come anche degli sforzi per fermare il controverso programma nucleare iraniano.

"L’Iran è l’epitome della spregiudicatezza, dell’estremismo, dell’irresponsabilità al più alto livello politico", ha detto Olmert a NHK.

"E penso che la Corea del Nord sia uguale. La conbinazione dei due paesi è certamente pericolosa per la stabilità della regione", ha aggiunto.

Fonte: Middle East Online

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