Il prossimo piano coloniale di Israele: ‘7mila unità abitative su terra palestinese’

Al-Quds (Gerusalemme) – InfoPal. Fonti d’informazione israeliane hanno rivelato l’esistenza di un piano coloniale per la costruzione di 7mila unità abitative nella Gerusalemme occupata.

Le stesse fonti parlano di “tempi brevi” previsti per la sua approvazione.

Circa 1.328 nuove unità abitative saranno costruite nell’insediamento di Ramat Shlomo, a nord di Gerusalemme. L’approvazione del Comitato preposto – di cui fa parte anche il premier israeliano Benjiamin Netanyahu – è attesa nei prossimi due mesi.

La costruzione di 625 nuove unità abitative è prevista invece nella colonia di Pisgat Ze’ev e 983 andranno ad espandere quella di Har Homa.

La scorsa settimana era giunta l’approvazione del progetto edilizio per la costruzione di oltre 900 unità abitative nell’insediamento di Har Homa, a sud di Gerusalemme.

Le reazioni a quella notizia sono state di ferma condanna in molti ambienti.

In Palestina, Sa’eb ‘Ereqat, capo dei negoziatori palestinesi, ha chiesto l’intervento della comunità internazionale, facendo notare come “l’azione è strumentale a rispondere alla ‘domanda di alloggi a prezzi sostenibili‘ sollevata nella protesta israeliana delle ultime settimane”.

Da Gaza, il governo di Hamas ha chiesto la protezione della Lega Araba contro questa violazione per mezzo di mutamenti sul campo, “irreversibili nel riscatto della terra palestinese derubata da Israele”.
Inoltre, le istituzioni del territorio palestinese assediato hanno condannato il silenzio generale di fronte al furto di terra compiuto da Israele.

Similmente a quanto commentato da Gaza, anche Ekmeleddin Ihsanoglu, segretario generale dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OIC), ha fatto pervenire la propria disapprovazione.

“E’ una palese violazione del diritto internazionale e della IV Convenzione di Ginevra. (…) Israele mira a effettuare modifiche che difficilmente saranno risolvibili in futuro. Lo Stato israeliano sta usurpando terra palestinese per trasferirvi la propria popolazione ed è necessario, pertanto, fermare questa politica coloniale della distruzione”.

In Europa, Catherine Ashton, alla guida delle Relazioni estere dell’Unione Europea (Ue), ha espresso il proprio disappunto per la politica israeliana.

La rappresentante europea ha scritto una lettera al governo di Israele nella quale ha ricordato che “tutti gli insediamenti sono illegali e che è richiesta la sospensione della colonizzazione”.

Ashton ha aggiunto: “Sono tattiche infauste in un momento così delicato, nel quale i mediatori sono alla ricerca di partner credibili e affidabili sul campo”.

Da Londra, il deputato britannico in carica agli Esteri, Alistair Burt, ha definito la notizia del piano che investirà la colonia di Har Homa: “Una mossa unilaterale di Israele atta a scoraggiare ogni sforzo dei protagonisti internazionali per raggiungere alla pace”.

Elisa Gennaro

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