Il Quartetto lancia negoziati tra le parti. Giovani palestinesi chiedono l’espulsione di Blair

An-Nasira (Nazareth)/Ramallah – Infopal. Il Quartetto internazionale per la pace in Medio Oriente ha reso noto che “palestinesi e israeliani inizieranno dei negoziati politici della durata di tre mesi con lo scopo di presentare delle proposte bilaterali riguardo alle frontiere e ai territori”. Questa fase dovrà essere preparatoria alla ripresa di negoziati diretti.

Il Quartetto ha invitato l'Autorità palestinese (Anp) e il governo di Tel Aviv a riprendere i negoziati diretti senza ulteriori rinvii o precondizioni.

L'inviato del primo ministro israeliano, Yitzhak Molcho, ha ribadito la predisposizione del suo governo a iniziare negoziati diretti con Ramallah senza precondizioni, mentre la parte palestinese, rappresentata da Sa'eb 'Erekaat, ha ribadito il rifiuto della dirigenza palestinese di accogliere qualsiasi proposta o soluzione che escluda un congelamento de facto e totale delle attività coloniali israeliane in terra palestinese. 'Erekaat ha puntualizzato: “Punto di partenza di questi negoziati, dovranno essere le frontiere occupate da Israele nel 1967”.

Nabil Sha'ath, membro del comitato centrale del Movimento di Fatah e responsabile delle relazioni internazionali, in una dichiarazione stampa ha ribadito le condizioni palestinesi: “Porre fine all'assedio israeliano sulla Striscia di Gaza, congelamento delle attività coloniali, e frontiere del '67 come base dei negoziati”. Detto questo, Sha'at non ha potuto non menzionare l'ultimo annuncio fatto da Israele, quello per la costruzione di decine di migliaia nuove unità coloniali ad al-Quds (Gerusalemme). “Una sfida al mondo e ai continui tentativi internazionali per ripristinare i negoziati”.

Sha'ath ha anche affermato: “Il governo israeliano, con il suo ministro degli Esteri, l'estremista Avigdor Lieberman, rappresenta il più grande ostacolo al processo di pace, e il mondo deve intervenire per fermare la politica razzista e sanguinaria di Israele, il quale spinge per avviare negoziati di facciata in modo tale da poter continuare ad usurpare la terra palestinese, espandendo le attività coloniali”.

Nello stesso contesto, ieri, centinaia di attivisti palestinesi, in maggioranza giovani, hanno organizzato una manifestazione a Ramallah per chiedere l'allontanamento dell'inviato speciale del Quartetto internazionale per la pace in Medio Oriente, Tony Blair.

Da piazza al-Manarah, al centro di Ramallah, gli attivisti hanno espresso la propria rabbia nei confronti di Blair, dopo le sue ultime dichiarazioni nelle quali aveva affermato che la “primavera araba rappresenta un pericolo per il processo di pace in Medio Oriente e nel mondo”, o peggio ancora quando aveva detto che “la liberazione dei detenuti palestinesi rafforza il terrorismo”. I palestinesi ieri hanno chiesto all'Anp di riconsiderare il ruolo del Quartetto internazionale e di attuare una linea politica dei negoziati basata sulle risoluzioni Onu e sui diritti storici del popolo palestinese.

In un comunicato diffuso dagli organizzatori del movimento “Coalizione indipendente dei giovani palestinesi” si legge: “Blair è stato nominato inviato speciale dopo un solo giorno dalla sua espulsione dal governo e dal parlamento britannico per aver raccontato menzogne al suo popolo a giustificazione dell'incivile guerra condotta a servizio degli Usa in 'Iraq. Da quel momento, Blair si è schierato apertamente a fianco della politica israeliana, dimostrando di essere più sionista dei sionisti americani e perfino degli israeliani stessi. Tutto ciò gli è valso il soprannome di 'padrino dell'ebraicità dello Stato di Israele'”.

I giovani palestinesi hanno giurato che “Blair oramai ha perso la fiducia dell'Anp, guadagnandosi l'ira dei palestinesi”, e hanno espresso meraviglia per il fatto che il presidente dell'Anp, Mahmoud 'Abbas, continui a tollerarlo, nonostante molti dirigenti dell'Anp l'abbiano già considerato una “persona non grata”.

Nel comunicato si conclude “ora che Blair ha infranto ogni limite, definendo le rivolte contro i dittatori 'un pericolo per la pace', nulla più ci obbliga a tollerarlo (…). Egli deve essere allontanato dalla Palestina e deve essere espulso dal Quartetto internazionale.

“Non diventi il Quartetto un nuovo mezzo per punire il popolo palestinese”.

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