Il Saadet Partisi turco annuncia il suo sostegno alla flotta diretta a Gaza per rompere l’embargo

Istanbul – Infopal. Il Saadet Partisi (Partito della felicità) ha annunciato il suo sostegno alla flotta organizzata dal Comitato di soccorso umanitario turco IHH, con la collaborazione di “Free Gaza” e della “Campagna europea contro l'embargo”, che si dirigerà il prossimo maggio a Gaza per rompere l'embargo via mare.

Numan Kurtulmus, presidente del partito, in una conferenza stampa tenutasi il 20 aprile presso la sua sede a Istanbul, ha affermato che il Saadet Partisi sosterrà l'iniziativa della flotta contro l'embargo così come sostiene l'iniziativa “Lifeline”.

Kurtulmus ha poi spiegato che Israele “è l'unico Stato al mondo che non ha delle frontiere ufficiali e che persegue una polita espansionista, un passo alla volta, sulle terre palestinesi. Esso continua a costruire 'colonie' ad al-Quds [Gerusalemme, ndr] e sulle terre abitate da musulmani, imponendo un embargo sulla Striscia di Gaza senza curarsi delle critiche del mondo intero”.

Egli ha definito l'organizzazione di una campagna per rompere l'assedio via mare come “un passo storico e audace”, poiché essa farà sì che il mondo veda chiaramente che c'è l'embargo su Gaza.

Il leader del Saadet Partisi ha quindi avvertito Israele dal non fare nulla contro le navi dirette verso la Striscia, ed ha perciò chiesto al governo turco di “affrontare le politiche israeliane operate contro le varie iniziative internazionali”.

Nel frattempo, Bulent Yildirim, presidente del Comitato di soccorso umanitario turco IHH ha ringraziato il capo del Saadet Partisi, ed ha detto che circa 40 parlamentari prederanno posto sulle navi. Inoltre sono in corso dei lavori per far sì che sia possibile accogliere nei porti un così elevato numero di navi.

Ad Istanbul, intanto, si è costituita un'alleanza che comprende numerose organizzazioni ed associazioni impegnate contro l'embargo su Gaza, la quale si adopererà per varare questa flotta che vedrà partire a maggio circa 500 partecipanti da venti Paesi, imbarcati su circa dieci navi con oltre 5.000 tonnellate di materiali come il cemento, case prefabbricate, materiali da costruzione, apparecchiature mediche e materiali scolastici per gli abitanti di Gaza.

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