Il tribunale israeliano di ‘Ofer decide che si può torturare per estrarre confessioni

Ramallah – InfoPal. Il tribunale israeliano di 'Ofer decide che si può torturare per estrarre confessioni. Tale disposizione è ora al centro dell'attenzione del ministero per gli Affari dei Prigionieri, che denuncia i gravi abusi commessi dal tribunale militare di 'Ofer contro i detenuti palestinesi.

In un documento, il ministero palestinese individua un inasprimento dei maltrattamenti e della pratiche di tortura, avallate dal tribunale in questione per estrarre confessioni.

Si cita il caso di Ayman Sa'id Hamida, palestinese di 37 anni di al-Quds (Gerusalemme), arrestato nel 2009 per sospetto coinvolgimento in operazioni della resistenza contro i soldati d'occupazione.

Per due mesi consecutivi, Ayman è stato sottoposto a interrogatorio dall'Intelligence.
Da quella fase è emersa la presunzione della sua responsabilità con l'accusa di detenzione di armi e tentato omicidio (contro i soldati d'occupazione).

Tareq Barghouth, legale del ministero impeganto a respingere tali accuse, si dice convinto che le confessioni siano state estorte per mezzo della tortura.

Queste le pratiche alle quali Ayman sarebbe stato sottoposto: privazione del sonno e pestaggio, somministrazione di sedativi e costrizione in posizioni con polsi e piedi incatenati. Minacce rivolte ai suoi familiari e insulti di carattere personale. Minaccia di vietargli la visita dell'avvocato per 40 giorni e di diffondere menzogne sul suo conto tra il resto dei detenuti così da fargli guadagnare la fama di spia.

“Dalla storia di Ayman, il tribunale militare israeliano di 'Ofer si conferma il peggiore in termini di rispetto della legge e il primo nel praticare tortura e accoglierne gli esiti”, affermano dal ministero.

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