Immaginiamo

Immaginiamo

José Saramago

Immaginiamo che negli anni trenta, quando i nazisti iniziarono la loro caccia agli ebrei, il popolo tedesco era sceso in piazza con manifestazioni che sarebbero passate alla storia, esigendo dal governo la fine della persecuzione e la promulgazione di leggi a tutela di tutte e di ognuna delle minoranze, sia che fossero ebree, comuniste, zingare, omosessuali.

Immaginiamo che in appoggio a questa degna ed efficace azione di uomini e donne del paese di Goethe, i popoli d’Europa erano sfilati per strade e piazze delle loro città e si fossero unite le loro voci al coro di proteste alzatosi a Berlino, Monaco, Colonia e Francoforte.

Noi sappiamo che niente di tutto ciò successe né poteva succedere.

Per indifferenza, apatia, per complicità tattica o manifesta con Hitler, il popolo tedesco, salvo rarissime eccezioni, non fece un passo, non fece un gesto, non disse una parola per salvare quelli chetavano per diventare carne di campo di concentramento e di forno crematorio, e, nel resto d’Europa per una ragione o per l’altra (ad esempio i fascismi nascenti) una evidente connivenza con i feroci nazisti mantenne l’ordine o represse qualunque velleità di protesta.

Oggi è diverso. Abbiamo la libertà d’espressione, la libertà di manifestazione e non si contano più quante altre libertà.

Possiamo scendere in strada migliaia o milioni e la nostra sicurezza sarà garantita dalle costituzioni che ci reggono, possiamo esigere la fine delle sofferenze di Gaza o la restituzione al popolo palestinese della sua sovranità e il risarcimento dei danni morali e materiali sofferti lungo sessant’anni, senza maggiori conseguenze degli insulti e delle provocazioni della propaganda israeliana.

Le manifestazioni immaginate negli anni trenta sarebbero represse con violenza,in qualche caso con ferocia,le nostre,conteranno sulla indulgenza dei media e poi entreranno in azione i meccanismi dell’oblio.

Il nazismo tedesco non farà un passo indietro e tutto accadrà come è accaduto e la storia ha registrato.

Da parte sua l’esercito israeliano, quello che il filosofo Yeshayahu Leibowitz, nel 1982, accusò di avere una mentalità “Judeo-nazi”, segue fedelmente ordini dei comandi e dei governi che si sono succeduti attuando le dottrine genocide di quelli che torturarono, gasarono e bruciarono i loro antenati.

Potrebbe dirsi che in alcuni aspetti i discepoli hanno superato i maestri. Quanto a noi, continueremo a manifestare.

(El quaderno de Saramago) 


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