Incontro Obama–Abbas: ‘donati’ 400 milioni di dollari all’Anp

Infopal, Wafa'. Subito dopo alcuni colloqui ufficiali avuti con Mahmud Abbas e altri funzionari americani e palestinesi, il presidente Obama ha riferito ieri dalla Casa Bianca che l'assedio israeliano della Striscia di Gaza è insostenibile, e che rimane ancora “un sacco di lavoro” da fare prima di raggiungere un accordo di pace. Lo ha riportato il sito Palestinenote.

Con le sue parole, Obama si è riferito in particolare al raid israeliano ai danni della Freedom Flotilla, a proposito del quale ha dichiarato: “Condanniamo tutte le azioni che hanno portato alla crisi”. Ha poi aggiunto di aver “discusso come promuovere un miglioramento della situazione di Gaza” con Abbas.

Dall'altra parte, il presidente palestinese ha assicurato che porre fine all'assedio sarà in cima all'agenda del suo omologo americano, mentre già in precedenza è stato riferito che Obama avrebbe esaminato l'opportunità di aumentare gli aiuti umanitari alla regione.

È stato intanto ufficializzato l'invio da parte degli Stati Uniti di 400 milioni di dollari Usa a beneficio della popolazione palestinese a Gaza e in Cisgiordania, in seguito all'ondata mondiale di proteste sollevate dall'attacco alla Flotilla. Il denaro verrà destinato a progetti di costruzione edilizia, istruzione e sviluppo economico promossi dall'Anp (Wafa').

“Apprezziamo lo sforzo degli Stati Uniti in direzione di un miglioramento dell'economia [palestinese], e insistiamo nel voler migliorare ulteriormente la situazione. Apprezzo moltissimo la persistenza di Obama nel continuare a spingere per la pace: è nel nostro interesse, in quello mondiale e in quello degli Stati Uniti” sono state le parole di Abbas riguardo alle dichiarazioni del suo omologo, che rappresentebbero un segno “che gli Stati Uniti tengono conto delle sofferenze [della popolazione di Gaza]”.

D'altra parte, in risposta alle critiche e alle richieste rivolte all'Anp di porre un freno agli incitamenti contro Israele, Abbas ha affermato: “…noi non c'entriamo nulla. A noi interessa la pace con Israele, in modo da portare avanti la formazione di uno Stato indipendente” (Palestinenote), dichiarando quindi di condividere le conclusioni del Summit arabo, che ha visto la partecipazione di 57 paesi (Wafa'). La proposta emersa dal vertice prevedeva il riconoscimento d'Israele da parte di ciascun Paese, contro il suo ritiro dai Territori Palestinesi occupati.

Obama ha comunque esortato Israele ad ammettere “più beni e servizi” nella Striscia, e ad accettare l'inchiesta esterna sul raid alla Flotilla: “Le Nazioni unite hanno chiesto che venga svolta un'indagine credibile, che soddisfi gli standard internazionali. Questo è quel che ci aspettiamo. Io ho detto direttamente agli israeliani: 'È nel vostro interesse sapere esattamente che cos'è accaduto'”.

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