Iniziano a trapelare dettagli sulla seconda fase dei rilasci

Gaza – InfoPal. Fonti della sicurezza israeliana sostengono che “la seconda fase dei rilasci previsti nell'accordo di scambio includeranno esclusivamente palestinesi condannati per reati comuni e non saranno prigionieri di sicurezza”.

Su di essi Israele non ha avrebbe dovuto esercitare alcuna giurisdizione in materiale penale. Si tratta di palestinesi accusati di furto e di “immigrazione illegale”. Questi ultimi sono in gran parte gli operai palestinesi fermati dalla polizia in territorio dello Stato di Israele senza un permesso d'ingresso.
Riprendendo un'espressione cara a Israele, la radio israeliana ha specificato che “non verranno inclusi nella seconda fase coloro 'le cui mani sono sporche di sangue'”.

Fonti di Hamas sostengono invece che nel prossimo round di rilasci sono compresi i prigionieri di sicurezza e non quelli comuni, pur ammettendo che la lista dei nomi rimane integralmente nelle mani di Israele, seppur sottoposta alla supervisione egiziana.

Tra quanti sostengono questo, vi è anche 'Ezzat ar-Rishaq, membro dell'ufficio politico del Movimento di resistenza islamica.
Intervenendo ieri sera su “Al-Jazeera” nel corso di un'intervista ai palestinesi qui deportati, ar-Rishaq ha chiarito che “con la mediazione egiziana, nell'ambito dell'accordo, sono stati stabiliti con la controparte tre criteri precisi”.

I criteri ai quali fa riferimento ar-Rishaq sono: 1. i rilasciati avranno ricevuto accuse relative alla sicuerzza e alla causa nazionale (resistenza) e non saranno detenuti comuni; 2. non saranno inclusi coloro la cui pena sta per scadere; 3. nessuno dei rilasciati verrà deportato.

Dal proprio sito, il portavove delle brigate al-Qassam (ala militare di Hamas), Abu 'Obeidah, ha chiarito: “L'occupante dovrà rispettare i criteri stabiliti per la seconda fase dei rilasci, ovvero: non verranno liberati i criminali comuni, e coloro che sono in procinto di completare la pena.
Saranno liberati: anziani, malati e sofferenti e coloro che hanno trascorso da dieci anni in su nelle prigioni dell'occupazione”.

Abu 'Obeidah ha confermato: “E' Israele a decidere i nomi dei prossimi 550 palestinesi da rilasciare fra due mesi, pur ammettendo che l'Egitto svolgerà un attento controllo sulle liste, a garanzia del rispetto di criteri e condizioni stabiliti nell'accordo”.

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