International Women’s Commission: Agire subito!

Care tutte e tutti,
 
vi allego la traduzione dell’appello ad un azione urgente da parte della Commissione Internazionale di donne per una pace giusta in Palestina e Israele. Questo appello fa seguito a quello che vi avevo inviato da Atene, dove abbiamo avuto l’incontro della Commissione. 
 
I punti cardine dell’appello sono l’immediato cessate il fuoco, lo scambio dei prigionieri, il ritorno al tavolo dei negoziati politici, il rilascio dei membri di Hamas arrestati.
 
Un abbraccio, forte forte in questi giorni cosi tristi.
 
Luisa Morgantini
 
 
International Women’s Commission
AGIRE SUBITO!
 
PALESTINA E ISRAELE   
 
 
       
L’URGENZA IMMEDIATA
1. I combattimenti hanno ucciso civili innocenti e distrutto ferocemente, e questo non si può né giustificare né accettare. Il conflitto si sta estendendo e minaccia di diventare un conflitto  ad ampio raggio che coinvolge l’intera regione con conseguenze globali.
2. Quanto più durano gli attacchi, tanto più si indeboliscono coloro che sostengono la volontà di negoziati e stabilizzazioni politiche che possano finalmente portare ad una pace giusta e sostenibile nell’intera regione.
3. I passi unilaterali portati avanti e realizzati da Israele minacciano la messa in atto della soluzione due popoli-due stati – l’unica soluzione in grado di portare la pace nella regione.

SFIDE
1. Fermare gli attacchi immediatamente. L’escalation del cerchio delle rappresaglie e contro-rappresaglie sta causando danni terribili alla popolazione civile e minaccia di uscire dal controllo, con conseguenze devastanti in tutta la regione.
2. Risolvere l’assenza di un processo politico nella regione. Focalizzare dei punti chiave tra cui:  capire che la stabilizzazione della regione è ottenibile solo attraverso il raggiungimento di una pace giusta e sostenibile tra Palestinesi ed Israeliani, così come è essenziale che la comunità internazionale concentri la sua attenzione sulle cause profonde di questo conflitto.
3. Sostituire l’unilateralismo israeliano con negoziati israelo-palestinesi. Le azioni unilaterali non fanno altro che esacerbare le violenze. La Pace non può essere imposta da una sola parte. Deve essere accordata da entrambe le parti.

OPPORTUNITA’

1. La regionalizzazione del conflitto ha suscitato preoccupazioni nella comunità internazionale. Vi è un attenzione sempre maggiore per la regione, e le pressioni affinché cessino gli attacchi possono trasformarsi in momentum per i negoziati volti ad una pace giusta e sostenibile, basata sulla
soluzione due popoli-due stati.
2. Hamas ha confermato di riconoscere l’OLP come l’unico legittimo rappresentante della popolazione palestinese e come responsabile per i negoziati di pace. Il Presidente Abbas è il partner legittimo per i negoziati.
3. La maggioranza delle rispettive popolazioni palestinesi ed israeliane vogliono la pace, e la soluzione di due popoli-due stati ha finalmente ottenuto un sostegno ampio dalla comunità internazionale.
4. L’amministrazione Bush ed il Quartetto hanno già  evidenziato il contesto all’interno del quale la Road Map abbia bisogno solo di essere sostenuta e implementata.
5. La Pace tra palestinesi ed israeliani contribuirà a promuovere una pace ad ampio raggio nella regione.

PROSSIMI PASSI

1. La comunità internazionale deve intervenire immediatamente per mediare una tregua e il cessate il fuoco.
2. Lo scambio dei prigionieri è una pratica standard che ha dei precedenti in Israele. La comunità internazionale deve prevalere sul governo israeliano affinché riconsideri il suo rifiuto a negoziare uno scambio dei prigionieri in cambio del rilascio dei soldati israeliani catturati. I parlamentari
palestinesi eletti arrestati devono essere rilasciati.
3. La ripresa senza ulteriori ritardi, dei negoziati basati sull’esistenza di due stati, Israele e Palestina, fianco a fianco in sicurezza e nel reciproco riconoscimento dei propri confini.
4. Le donne dovrebbero essere incluse negli sforzi volti alla risoluzione del conflitto, in accordo con la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1325. L’IWC evidenzia che non ci sono donne tra gli inviati scelti dagli Stati Uniti, L’Unione Europea e le Nazioni Unite.

IN CONCLUSIONE

Vi è una finestra che si sta chiudendo per ottenere una pace israelo-palestinese giusta e sostenibile. Vi è il bisogno urgente della ripresa dei negoziati per una tregua che permetta lo scambio dei
prigionieri e la riabilitazione dei civili. Richiamiamo la comunità internazionale perchè spinga affinché i passi sopra descritti vengano realizzati, passi che non porteranno solo alla fine degli attacchi ma anche alla ripresa dei processi politici in grado di portare alla fine dell’occupazione ed ai negoziati di pace che identificheranno attentamente e risolveranno la cause della conflitto in modo da poter raggiungere una pace giusta e durevole nella regione.

21 Luglio 2006

La Commissione Internazionale di donne per una pace giusta e sostenibile tra Israele e Palestina (IWC) è un organismo internazionale composto da donne palestinesi, israeliane e internazionali stabilita nel 2005 sotto gli auspici dell’UNIFEM per una piena implementazione della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1325.

Lo Steering Committee è composto da: Zahira Kamal, Hanan Ashrawi, Samia Bamie, Palestina, Naomi Chazan, Galia Golan, Aida Suleiman, Israele, Luisa Morgantini, Simone Susskind, Noleen Heyzer internazionali.
 
Per informazioni:
Luisa Morgantini, Parlamentare Europea, Donne in Nero
tel. 00393483921465

Membri israeliani:

Aida Touma-Sliman,

Direttrice Generale, Donne contro la violenza (Women against Violence)

Amal Elsana Alhjooj, Direttrice, Centro arabo-ebraico per il potenziamento dell’Uguaglianza e per la Cooperazione (Arab Jewish Center for Equality Empowerment and Cooperation)

Anat Saragusti, giornalista TV, Itach- Donne-Avvocato per la Giustizia Sociale e Membro del consiglio dirittivo dell’Associazione per i diritti civili in Israele (Women Lawyers for Social Justice and The Association of civil Rights in Israel board member)

Busayna Dabit: Coordinatrice del Progetto città miste, Shatil

Deborah Lerman, Dirigente Marketing Sapiens International e Bat Shalom, e Membro del consiglio direttivo delle Donne in Nero.

Galia Golan,

Docente emerita, presso l’Hebrew University di Gerusalemme e membro del consiglio direttivo di IDC Herzlyia, Bat Shalom e Peace Now

Khulood Badawi, Ricercatrice, Associazione di Diritti Civili in Israele

Molly Malekar,

Direttrice nel Jerusalem Link di Bat Shalom 

Naava Eisin,

Direttrice, Archivi di Educazione Ebraica, Università di Tel-Aviv, Membro del consiglio direttivo di Bat Shalom e Machsom Watch

Naomi Chazan, Docente emerita di Scienze Politiche, all’Hebrew University di Gerusalemme; Ex Deputata (Meretz Party) e Portavoce della Knesset

Nurit Haghagh,

Direttrice, Movimento Hakeshet Hamdemocratit Hamizrahit

Rola Hamed (Abu Zied), Coordinatrice dei Progetti presso la Fondazione Heinrich Böll, Membro del consiglio direttivo di Bat Shalom

Sarai Aharoni,

Dottoranda, Università di Bar-Ilan e Centro Femminista Isha l’Isha 

Zehava Galon,

Deputata della Knesset, Meretz Party. 

Membri palestinesi:

Amal Khreisheh,

Direttrice Generale, Società delle donne lavoratrici palestinesi per lo sviluppo (Palestinian Working Women Society for Development)

Annan Attiri,
Direttrice, Governatorato di Nablus

Hannan Taha,
Direttrice, Paltrade – Distretto di Gaza

Hania Bitar,
Direttrice, Pyalara ( Organizzazione giovanile)

Hanan Ashrawi,
Deputata del Consiglio Legislativo Palestinese e Presidente del Miftah

Lama Hourani,
Coordinatrice per la Striscia di Gaza della Società delle donne lavoratrici palestinesi per lo sviluppo (Palestinian Working Women Society for Development).

Maha Abu Dayyeh,
Direttrice Generale, Centro per l’assistenza e consulenza legale delle donne (Women Centre for legal Aid and Counseling)

May Keileh,
Ambasciatrice Palestinese, Cile

Nebras Bseisso,
Direttrice, Associazione bancarie Plaestinesi, Striscia di Gaza

Naela Ayesh, Direttrice Generale, Centro per le Pari Opportunità (Women Affair Centre)

Samia Bamia ,
Ambasciatrice, Ex Responsabile agli Affari Europei del MOFA

Salwa Hudeib,
Funzionaria presso il ministero delle Pari Opportunità

Siham Barghouti,

Presidente, Society of Women Action.

Samar Hawash, Coordinatrice per Nablus della Società delle donne lavoratrici palestinesi per lo sviluppo (Palestinian Working Women Society for Development).

Tahani Abu Daqqa,
Attivista dei diritti delle donne e Consulente di Sviluppo comunitario

Wafa’ Abdel-Rahman,

Direttrice Generale, Filastiniyat Organization

Zahira Kamal, Direttrice, Centro di studi e ricerca per le donne (Women Centre for Studies and Research)

Mayada Abbasi,
Ambasciatrice palestinese, Brasile. 

Membri internazionali:

Anna Gomes,

Deputata al Parlamento Europeo (Portogallo) 

Antigoni Karali-Dimitriadi,

Rappresentante presso le Nazioni Unite del CSW, CEDAW 1998-2004, Grecia

Frene Ginwala, ex portavoce del Parlamento, Sud Africa 

Luisa Morgantini,

Deputata al Parlamento Europeo (Italia), Presidente della Commissione Sviluppo al PE 

Jessica Neuwirth,

Presidente, Equality Now (USA)

Sylvia Borren, Direttrice Esecutiva di Oxfam-Novib, Olanda

Simone Susskind, Consulente del Primo Ministro e funzionaria del Ministero di Giustizia (Belgio)

IWC è una Commissione internazionale di donne Palestinesi, Israeliane
e Internazionali creatasi sotto l’ombrello dell’UNIFEM nel 2003 in
conformità alla Risoluzione ONU 1325.

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