Intervista esclusiva a Shaikh Ra'ed Salah, presidente del movimento islamico nei territori del '48.

Gerusalemme – Infopal

"Proporre la questione di Gerusalemme durante la ‘Conferenza  di pace’ di Annapolis è un rischio".

E’ l’allarme lanciato da Shaikh Ra’ed Salah, presidente del movimento islamico nei territori del 1948, durante l’intervista esclusiva rilasciata al corrispondente di Infopal.it

Gli scavi nella città di Gerusalemme proseguono. Che prospettive prevede?

Gli scavi sotto il piazzale della Moschea di al-Aqsa sono iniziati nel 1967 e non si sono mai fermati. Continuano fino ad oggi, in generale, sotto la Città vecchia di Gerusalemme e in particolare sotto al-Aqsa.

Gli scavi hanno formato una rete di gallerie pericolosamente profonde che hanno raggiunto le fondamenta principali su cui poggia al-Aqsa. Sotto le vecchie gallerie ne hanno scavate di nuove.

Tutti sanno che, tra queste gallerie, l’occupazione israeliana ha costruito una sinagoga di due piani e un museo denominato “La carovana delle generazioni”. Queste gallerie hanno superato l’area tra la Cupola della Roccia e la Moschea di al-Aqsa e continuano ancora. Ciò mette in pericolo tutte le strutture della Spianata delle Moschee.

 

Quali sono gli obiettivi che il governo israeliano si prefigge attraverso questi scavi?

Costruire il tempio a spese della Moschea di al-Aqsa.

Molti israeliani pensano che la Cupola della Roccia è stata costruita sui resti del "tempio" ebraico. Ciò significa che la Cupola è nel mirino dei piani dell’occupazione israeliana.

In passato c’è stato un tentativo di scavare una galleria dalla parte ovest di al-Aqsa in direzione della Cupola della Roccia, che è stato scoperto quando gli scavi hanno raggiunto il punto “Sabil Qatbai” vicino alla Cupola. Ora, tutto indica che stanno scavando un’altra galleria dalla parte esterna di al-Aqsa. I lavori hanno superato la zona al-Kas.

È chiaro che Israele ha adottato due piani molto pericolosi: il primo serve per ebraicizzare la città e realizzare la "Grande Gerusalemme"; il secondo, per assumere il controllo graduale di al-Aqsa e costruire il tempio. Dal ’67 ha dedicato somme enormi per questo obiettivo.

Se osserviamo ciò che sta facendo l’occupazione israeliana a Gerusalemme, sia a livello di costruzione del Muro sia di sequestri di terre, strutture, luoghi sacri, associazioni, espulsione degli abitanti, distruzione dell’economia, noteremo che questi piani vanno in una direzione pericolosa: l’ebraicizzare di Gerusalemme e della vita quotidiana a discapito di musulmani e cristiani.

Ma chi ha permesso a Israele di arrivare fino a questo punto?

La ragione principale è che Israele gode dell’appoggio illimitato americano e del silenzio europeo sui crimini da esso commessi nei confronti del popolo palestinese. Anche le organizzazioni internazionali, da cui ci si aspetterebbe equità, sono dalla parte israeliana.

Per esempio, il recente rapporto dell’Unicef sulla demolizione della porta dei Maghrebini è dalla parte dell’estremismo israeliano. Se a ciò si aggiunge la debolezza del mondo arabo ed islamico e la spaccatura tra i palestinesi, i piani di Israele non possono che trarne vantaggio a discapito di Gerusalemme e di al-Aqsa. 

Come vede il futuro di Gerusalemme nell’ambito della Conferenza internazionale di Annapolis?

L’informazione israeliana comincia a far filtrare i piani sul futuro di Gerusalemme e quanto sarà approvato durante la Conferenza. Si tratta di proposte definitive. Se esse verranno approvate, sarà la fine di Gerusalemme e di al-Aqsa. Quindi, sono sicuro che la parte palestinese e la Giordania non potranno accettarle.

Nel piano si parla di dare all’Autorità Palestinese qualche quartiere nel campo profughi di Shufat e in altre aree, che passerebbero sotto amministrazione civile palestinese, mentre Gerusalemme sarebbe sotto la totale sovranità israeliana, per sempre. Ciò significherebbe legalizzare l’occupazione israeliana.

Il pericolo, dunque, deriva dal fatto che Israele tenta di approfittare della Conferenza d’autunno, che si terrà su invito americano, per legittimare l’occupazione su Gerusalemme e su al-Aqsa.

Temete che i Paesi arabi e islamici, alla Conferenza di Annapolis, si mostreranno deboli nei confronti di questi progetti?

Sono certo che la parte palestinese si rende conto che la questione di Gerusalemme e al-Aqsa coinvolge anche tutti i Paesi arabi e islamici e che nessuno ha il potere di trattare tale questione in modo contrario al diritto islamico, arabo e palestinese.

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