Iraq: bambini palestinesi gravemente malati necessitano di evacuazione medica.

Riceviamo e pubblichiamo:

IRAQ: BAMBINI PALESTINESI GRAVEMENTE MALATI NECESSITANO DI EVACUAZIONE
MEDICA

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)
lancia un appello urgente per l’immediata evacuazione di almeno una dozzina di
palestinesi gravemente malati, in maggioranza bambini, che sono attualmente
bloccati a Baghdad o nel campo di Al Waleed, dalla parte irachena del confine
con la Siria. Senza la loro evacuazione ed un’ assistenza medica migliore di
quella che possono ricevere al momento, queste persone potrebbero morire o
subire le conseguenze della mancanza di cure oggi per il resto della loro vita.
Al momento i casi bisognosi di essere evacuati con urgenza per problemi di
salute sono dodici. Il più piccolo ha solo 15 mesi.

Martedì scorso
l’UNHCR aveva già fatto presente le gravi condizioni di alcuni bambini nel campo
di Al Waleed, che ospita 1071 persone, tra le cui patologie figurano il linfoma
di Hodgkin, una grave malformazione cardiaca e problemi vascolari, oltre ad un
caso di diabete grave che sta causando la perdita della vista ad un giovane.
L’Agenzia ha anche individuato un bambino di due anni affetto da paralisi
cerebrale i cui livelli immunitari sono estremamente bassi, che ha urgente
bisogno di terapia fisica e che ha smesso di mangiare. Un’altra ragazzina di 13
anni ha una lesiona alla spina dorsale e rimarrà paralizzata a vita dal collo in
giù a meno che non riceva cure adeguate al più presto. La madre è morta qualche
anno fa, il padre è stato assassinato a gennaio e la sua casa è stata bruciata
da miliziani. A Baghdad, inoltre, ci sono altri casi urgenti, tra cui un bambino
di 15 mesi con problemi alla spina dorsale a rischio di paralisi ed un
quattordicenne che ha subìto 13 interventi chirurgici ma soffre ancora di gravi
problemi alle vie urinarie ed alla vescica.

L’UNHCR ed il Comitato
Internazionale della Croce Rossa (ICRC) hanno provato con ogni sforzo a fornire
un’assistenza medica appropriata a queste persone, ma ciò è molto difficile nei
campi polverosi di confine e nella situazione di insicurezza costante a Baghdad.
Nel campo di Al Waleed vi è un medico tra i rifugiati ma da solo non è in grado
di fare fronte a tutti i problemi medici. Le fonti dell’UNHCR a Baghdad
continuano ad indicare che i palestinesi si rifiutano di recarsi in ambulatori
medici perché temono di essere vittime di attacchi. Alcune persone sono morte
nelle proprie case perché non si sono rivolte alle strutture sanitarie per
timore di subire violenze.

L’UNHCR ribadisce che è necessario trovare
con la massima urgenza una soluzione umanitaria per i palestinesi rimasti in
Iraq, 1450 dei quali vivono in condizioni durissime in due campi di confine,
mentre 13mila sono ancora a Baghdad. Nel 2003 la popolazione palestinese a
Baghdad contava 34mila persone. Presi di mira dalle milizie delle diverse
fazioni, ai palestinesi in Iraq è precluso l’accesso agli altri paesi della
regione e non hanno nessuna comunità di riferimento all’interno dell’Iraq cui
rivolgersi.

(29 giugno 2007 )
 
 
IRAQ/SIRIA: PEGGIORANO ULTERIORMENTE LE CONDIZIONI DEI RIFUGIATI
PALESTINESI NEL CAMPO DI CONFINE

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite
per i Rifugiati (UNHCR) sottolinea come le condizioni dei più di 1.400
palestinesi fuggiti da Baghdad e bloccati nei campi al confine tra Iraq e Siria
peggiorino di giorno in giorno. Nei campi c’è urgente bisogno di cure mediche e
di una soluzione umanitaria immediata. L’UNHCR sollecita sia i paesi della
regione che quelli più distanti a contribuire a porre fine alla sofferenza di
queste persone.

La scorsa settimana una squadra dell’UNHCR ha visitato il
campo di Al Waleed, che si trova sul lato iracheno del confine ed ospita 1.071
palestinesi, individuando quattro bambini e un giovane uomo che avrebbero
urgente bisogno di cure mediche. Un giovane, in particolare, soffre di un grave
disturbo cardiaco ed ha bisogno di un’operazione salvavita, mentre due bambini
hanno il linfoma di Hodgkin e sono soggetti a ricadute. Un altro giovane rischia
di perdere la gamba a causa di una patologia vascolare ed il giovane uomo soffre
di una grave forma di diabete che gli sta causando la perdita della vista.
L’UNHCR e il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) stanno cercando
con ogni mezzo di fornire adeguate cure mediche, ma ciò risulta impossibile in
questo campo di confine infestato da serpenti e scorpioni e dove mancano acqua,
servizi igienici, cure e alloggi adeguati.

Un’ulteriore preoccupazione è
data dal fatto che le condizioni di sicurezza nell’area stanno rapidamente
peggiorando. All’inizio della scorsa settimana un gruppo di uomini del posto,
armati di tutto punto, si è presentato nel campo, minacciando i rifugiati e
pretendendo che consegnassero una parte delle loro provviste. Il ministro degli
interni iracheno ha emesso un ordine di cattura nei loro confronti, ma i
colpevoli sono ancora a piede libero. I rifugiati sono sempre più spaventati e
frustrati, intrappolati in una terra di nessuno e incapaci di comprendere il
motivo per cui nessuno, e nessun governo, riesca ad aiutarli o a permettere loro
di raggiungere un luogo sicuro. Diversi rifugiati hanno pregato i funzionari
dell’UNHCR di non dimenticarsi di loro e di non lasciarli in quell’inferno.
Nessuno di loro vuole far ritorno a Baghdad.

Le temperature elevate e le
frequenti tempeste di sabbia aggravano le sofferenze dei rifugiati. Durante il
giorno le temperature nelle tende raggiungono i 50 gradi centigradi e c’è poca
ombra. La fornitura di acqua e i servizi sanitari non sono ancora adeguati
poiché a UNHCR e CICR è stato impedito di edificare un campo che rispetti gli
standard internazionali. Diverse agenzie che operano in questa zona hanno
ricevuto minacce dagli iracheni che vivono nei paraggi e a volte è stato loro
impedito di offrire assistenza ai palestinesi bloccati.

La situazione a
Baghdad rimane grave. Molti palestinesi si trovano intrappolati, con la paura di
spostarsi ma con altrettanta paura di rimanere. Si stima che vi siano ancora
15mila palestinesi in Iraq, meno della metà della cifra stimata nel 2003.
L’UNHCR si è ripetutamente appellata alla comunità internazionale affinché aiuti
i palestinesi, ma, ad oggi, lo ha fatto con scarsi risultati. L’Agenzia continua
a sollecitare con forza le autorità irachene e le forze multinazionali affinché
offrano protezione, per quanto ciò sia possibile, alla comunità palestinese a
Baghdad ed ai gruppi bloccati alla frontiera tra Iraq e Siria. —

(26 giugno)

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