Israele al 6˚ posto tra le potenze nucleari.

Press Tv – Gli analisti di una rivista militare autorevole hanno classificato Israele al sesto posto tra le potenze nucleari – alla pari con la Gran Bretagna – con un numero di testate che potrebbe raggiungere le 300.

Citando le osservazioni di alcuni esperti della sicurezza britannica, l'anch'essa britannica Jane's Defense Weekly ha rivelato che Tel Aviv possiede attualmente dalle 100 alle 300 testate.

Secondo la rivista, la forza del fuoco israeliana è quindi più o meno identica a quella del Regno Unito.

Gli armamenti, si aggiunge, sarebbero in grado di attaccare via terra, aria o mare, e potrebbero essere allestiti “nel giro di pochi giorni”.

Secondo l’Istituto internazionale di studi strategici di Londra, la forza d’Israele si baserebbe sui missili Jericho 1, a corto raggio, e sui Jericho 2, a raggio intermedio.

L’articolo di Jane’s specifica inoltre che la distanza massima raggiungibile dai primi è stata portata dai 1.500 km ai 4.500 km. Dal 2005, Israele avrebbe anche aggiunto alle sue scorte il missile Jericho 3 a lungo raggio (7.800 km).

Oltre alle testate atomiche convenzionali, sostiene poi la rivista, alcuni osservatori sono convinti che lo stato israeliano abbia sviluppato anche delle armi nucleari tattiche sotto forma di mine e bombe a mano.

Dal 1958, quando iniziò a costruire il famoso impianto di trattamento del plutonio e dell’uranio con il nome di Dimona, Israele avrebbe fabbricato numerose quantità di testate, guadagnandosi la reputazione di unico paese possessore di un arsenale nucleare in Medio Oriente.

La veridicità di quest’ultimo dato è stata finora confermata dall’ex presidente Usa Jimmy Carter, da alcuni filmati aerei e da decenni di reportage.

Nonostante le accuse, Tel Aviv mantiene tuttavia una politica di ambiguità intenzionale sulla questione e ha finora rifiutato di firmare il Trattato di non-proliferazione nucleare (Tpn) – che cerca di limitare la diffusione di questo tipo di armi di distruzione di massa.

Da parte loro, gli Stati Uniti e gli altri alleati europei hanno finora taciuto di fronte alle attività nucleari israeliane.

 

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