Israele annulla la restituzione all’Anp delle salme dei ‘martiri dei numeri’

Ramallah – Ma'an, InfoPal. Dopo oltre un anno di trattative, Israele si era impegnato di recente, a restituite 84 salme di martiri palestinesi, tra cui anche quelle di cittadini arabi di altre nazionalità.

Il responsabile per gli Affari civili palestinesi, Hussein ash-Shaykh ha fatto sapere che “sono combattenti palestinesi uccisi nel 1967, ma in gran parte sono combattenti della seconda Intifada. Il più giovane aveva 15 quando fu ucciso a Tel Aviv nel 2004. Tra di essi vi è anche qualche attentatore suicida, come il palestinese che facendosi esplodere ad Haifa, nel 2003, fece 21 vittime”.

Le salme di questi palestinesi si trovano nella Valle del Giordano in un cimitero noto come “Tombe dei numeri” o anche “Martiri dei numeri” in quanto Israele li ha sepolti senza indicazione alcuna sulla loro identità, e limitandosi a numerare le fosse.

Salem Khala, membro della campagna per la restituzione dei corpi ha riferito che sono ancora 334 i corpi sepolti, tra cui anche in località segrete e in attesa di essere restituiti.

Giorni fa, il premier Netanyahu aveva dato il via libera alla restituzione delle salme all'Autorità palestinese (Anp) e, a meno di 24 ore da quel permesso, giunge oggi il fermo del ministro ella Difesa israeliano Ehud Barak.

Barak punta a porre la consegna delle salme nell'ambito di un accordo per il rilascio del caporale israeliano Gilad Salit, dal 2006 nelle mani della resistenza palestinese.

Il portavoce di Netanyahu, Mark Regev non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito alla proposta di Barak.

(Foto: Ma'an News Agency).

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