Israele annuncia di voler attuare un nuovo progetto coloniale. Intanto gli scavi fanno crollare il pavimento in una scuola di Gerusalemme

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Gaza – Infopal. Il dott. Taleb Abu Sha‘ar, Ministro degli Affari Religiosi nel governo eletto d’Ismail Haniyah, ha avvertito del nuovo progetto d’insediamento che Israele ha annunciato di voler attuare tra la colonia di Maale Adumim e la parte est di Gerusalemme, al fine di costruire un nuovo quartiere coloniale nella zona denominata A1. Per questo progetto le autorità di occupazione avrebbero stanziato più di 200 milioni di Shekel.

Abu Sha‘ar, in un comunicato stampa di oggi trasmesso in copia al corrispondente di Infopal.it, ha affermato che «l’occupazione israeliana, tramite questo progetto, intende collegare la colonia di Maale Adumim con il monte al-Musharif, per poi considerare il suddetto insediamento parte indivisibile dell’entità sionista».

Il Ministro ha affermato che il comune della colonia di Maale Adumim intende costruire 3500 nuove unità abitative. Questo significa l’impossibilità di dividere la città occupata di Gerusalemme, oltre a rendere difficile il raggiungimento di un accordo tra le autorità di occupazione e i palestinesi.

 

Il dott. Abu Sha‘ar ha condannato i continui scavi israeliani sotto la città di Gerusalemme, in particolare sotto le fondamenta della moschea al-Aqsa. Questi scavi hanno causato il crollo del pavimento di una classe in una scuola dell’UNRWA (United Nations Relief and Works Agency), in seguito al quale sono rimasti feriti 17 bambini. La scuola in questione dista circa 250 metri dalle mura della moschea al-Aqsa.

Il Ministro Abu Sha‘ar ha diffidato l’occupazione israeliana dai suoi continui atti criminali, a cominciare dagli scavi, per continuare con la confisca dei terreni dei palestinesi di Gerusalemme e la costruzione delle colonie.

Il Ministro ha quindi sollecitato un gesto veloce e immediato per opporsi ai ripetuti tentativi israeliani di demolire la moschea al-Aqsa e i luoghi sacri dell’islam, invitando i musulmani di tutto il mondo a sostenere la città occupata di Gerusalemme, che viene violata ogni giorno dalle bande sioniste.

 

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