Israele apre i valichi solo per far uscire gli stranieri. Vittorio Arrigoni: non lascio Gaza.

 

Gaza – Infopal. Oggi Israele ha aperto i valichi per lasciar uscire i cittadini stranieri presenti nella Striscia di Gaza. Donne russe, ucraine, polacche e rumene, mogli di palestinesi della Striscia, lasceranno Gaza.

Vittorio Arrigoni, tra gli 8 attivisti internazionali che vivono a Gaza, rifiuta di andarsene.

Gli abbiamo parlato al telefono.

Vittorio, descrivici la situazione a Gaza

“Devastante. Ci stanno massacrando. Oggi hanno colpito un’altra ambulanza. Una volta, le forze internazionali erano un deterrente contro gli attacchi, ora non più: Israele bombarda lo stesso. La minaccia di invasione incombe, ma non si sa quando succederà. Io e gli altri attivisti dell’ISM non ce ne andiamo di qui. Pensa, hanno aperto i valichi per mandare via gli stranieri, anziché per fare entrare aiuti e personale medico. Che vergogna! Comunque, i palestinesi sono incredibili: stanno tenendo in piedi ospedali interi con gli scarsi mezzi a disposizione, facendo di tutto per salvare le vite dei feriti”.

I giornali israeliani scrivono che i leader di Hamas hanno lasciato la popolazione al proprio destino…

“Nient’affatto. Questi quotidiani massacri israeliani stanno rafforzando Hamas, al contrario di quanto si prefigge Israele. La gente, anche chi prima li criticava, ora li segue. Il discorso, commosso, partecipato, del premier Ismail Haniyah, il 31 dicembre, è stato seguitissimo. Ha mostrato che nella Striscia di Gaza ci sono un leader e un governo che sostengono il loro popolo, mentre a Ramallah è sempre più evidente che Abbas e il suo governo collaborano con l’occupazione israeliana, rivelandosi sempre più vergognosi. Hamas (io sono stato sempre critico nei suoi confronti) si sta comportanto molto bene: sa mantenere l’ordine e la sicurezza, nonostante i bombardamenti israeliani abbiano decimato le forze di polizia. Anche i sostenitori di Fatah, qui a Gaza, ammettono che il governo Haniyah è affidabile, a differenza di quello di Ramallah”.

(In evidenza, vignetta di Latuff, “Il popolo eletto, il popolo cacciato”)

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