Israele arresta Ameer Makhoul – Direttore di Ittijah.

Da “The Arab Association for Human Rights”

Haifa – 6 maggio 2010

Israele arresta Ameer Makhoul – Direttore di Ittijah

Lo scorso 6 maggio, i Servizi di Sicurezza israeliani (lo Shabak), di concerto con la polizia hanno effettuato un’incursione nell’abitazione di Ameer Makhoul, a Haifa, contro il quale hanno esibito un mandato d’arresto.

Makhoul è un attivista politico, attualmente Direttore generale di Ittijah, l’Unione delle Associazioni Arabe di base e presidente del Comitato pubblico per la Protezione delle Libertà Politiche, membro del più ampio Comitato dei cittadini arabi d’Israele.   

La polizia ha perquisito a fondo l’abitazione sequestrando vari oggetti tra cui telefonini cellulari e computer. La moglie Janan ha affermato che, i servizi di sicurezza si sono dapprima rifiutati di dare spiegazioni e di aver esibito il mandato d’arresto contro suo marito soltanto dopo le sue insistenti richieste.

Ancora una volta, le motivazioni menzionate nel mandato sono state: “motivi di sicurezza”.

Contemporaneamente, un altro gruppo di poliziotti conducev perquisizioni e confische presso le sedi degli uffici di Ittijah e, anche lì, ha portato via computer ed importante materiale.

Lo stesso giorno, il tribunale di Petah Tikva ha tenuto un’udienza sul caso.  Il difensore di Ameer Makhoul è stato l’avvocato Hussein Abu Hussein, membro del Consiglio dell’Associazione araba per i diritti umani (HRA), e presidente di Ittijah.

La detenzione di Ameer Makhoul è stata estesa per altri 6 giorni e, ad oggi, gli è stato vietato di incontrare il suo avvocato – anche nella sala del tribunale.

Questo presuppone una violazione nel procedimento legale a garanzia di un processo giusto.

Questo arresto segue un ordine amministrativo emesso il 22 aprile dal ministero degli Interni israeliano il quale già avevo imposto a Makhoul il divieto di allontanarsi dal paese per almeno due mesi.

L’ordine si basa a sua volta sull’art. 6 dei Regolamenti d’Emergenza del 1948 e a proposito, il ministro degli Interni Eli Yishai ha dichiarato: “credo che, qualora, il sign. Makhoul lasciasse il paese, ci troveremo in una situazione di pericolo per la sicurezza dello stato pertanto, questo ordine ha lo scopo di tenerlo in Israele fino al 21 giugno 2010”. 

L’Associazione Araba per i diritti umani ha condannato questa decisione   ponendola nell’ambito delle misure del governo israeliano atte a porre restrizioni alle organizzazioni della società civile e all’intervento pubblica e per reprimere ogni sforzo dei movimenti popolari nella difesa dei diritti e in quella dell’esistenza stessa del popolo palestinese.

L’HRA ribadisce che si tratta una palese violazione alle fondamentali  libertà; d’espressione e di movimento. A gravare sulle condanne, il fatto che il mandato d’arresto e il divieto imposti a Mahkoul vengono giustificate dai Regolamenti d’Emergenza che altro non sono che decisioni politiche arbitrarie emesse personalmente dal Ministro degli Interni e non conseguenti alle decisioni legali di un tribunale. Tali decisioni non rispecchiano gli standard sui diritti umani ed il procedimento legale soprattutto dal momento che si basano su prove “che restano segrete” e perché è stato anche proibito alla difesa di prendere atto dell’accusa.

Si tratta inoltre di violazioni della Dichiarazione ONU e delle linee guida europee sulla difesa dei diritti umani.

Si ribadisce l’appello al rilascio di Ameer Makhoul e si richiamano le organizzazioni internazionali per i diritti umani e civili di prendere una chiara posizione e di intervenire per il suo rilascio come in generale per la protezione di attivisti e difensori dei diritti umani perché ne vengano  assicurate libertà di movimento e d’espressione, per la promozione e la protezione dei diritti umani.

http://www.arabhra.org/HRA/SecondaryArticles/SecondaryArticlePage.aspx?SecondaryArticle=1857

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