Israele cancella la Palestina.

Secondo le carte che il ministero del Turismo israeliano offre online agli aspiranti turisti, la Palestina semplicemente non esiste, se non come territorio israeliano.

Per evitare di turbare l’incanto anche alcune città palestinesi sono state cancellate e la West Bank è stata trasformata in Giudea e Samaria, definizioni bibliche che ben poco hanno a che fare con la geografia politica odierna. Un espediente che un tempo era patrimonio esclusivo degli estremisti ebraici, a lungo rifiutato in Israele e oggi diventato parte integrante della politica del governo dell’ultra-destra nazionalista.

Rimane solo Gaza, che i fondamentalisti ebraici al potere vorrebbero rifilare all’Egitto e alla quale non sono interessati, visto tra l’altro che ormai ne hanno compromesso l’acquifero e non possono più cavarne niente di utile.

Se la miniatura offerta da Haaretz non è abbastanza chiara, si possono ammirare le mappe nello splendore dei loro dettagli sul sito del ministero, tutte le mappe d’Israele sono così, la Palestina è completamente rimossa, cancellata.

C’è di che confermare l’impressione che, a fronte di una posizione pubblica che si richiama ai colloqui per la costituzione di due paesi, il governo e la società israeliana siano più interessati all’annessione della West Bank e all’espulsione dei suoi abitanti, altrimenti non si spiegherebbero davvero iniziative del genere
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