Israele concede l’erogazione di piccole quantità di gas da cucina.

Gaza – Infopal

Mohammad al-Khazendar, vice presidente dell’Associazione dei proprietari delle società petrolifere nella Striscia di Gaza, ha confermato che l’occupazione israeliana ha permesso l’erogazione di 110 tonnellate di gas da cucina attraverso il passaggio di Nahel Oz.

Al-Khazendar, in collegamento telefonico con il corrispondente di Infopal.it, ha dichiarato che Israele li ha informati dell’intenzione di far entrare a Gaza circa 300 tonnellate di gas, ma che fino ad ora sono arrivate solo cinque cisterne contenenti 110 tonnellate.

E ha aggiunto che il gas sarà erogato domani ai distributori e verrà poi rivenduto ai cittadini, e che le autorità di occupazione hanno fatto entrare anche 200 mila litri di diesel industriale per il generatore di corrente elettrica della Striscia.
Subito dopo ha chiarito che il fabbisogno giornaliero degli abitanti della Striscia è di 350 tonnellate, e ha sottolineato che la fornitura di oggi è sufficiente per un solo giorno.
Al-Khazendar ha smentito l’ingresso di benzina o diesel per i trasporti.

Risolvere la crisi del carburante
Il governo palestinese di Gaza ha evidenziato gli sforzi per risolvere la crisi del carburante della Striscia di Gaza e alleggerire la sofferenza dei cittadini.

In un comunicato stampa di cui il corrispondente di Infopal.it ha ricevuto copia, Mohammad Awad, Segretario generale del Consiglio dei ministri, ha affermato che "il governo ha sollecitato i proprietari delle aziende petrolifere a ritirare le quantità arrivate nei depositi e a distribuirle nella Striscia per alleggerire la sofferenza dei cittadini".
E ha aggiunto: "Gli imprenditori hanno rifiutato e hanno insistito nel proseguite lo sciopero per protesta contro le autorità di occupazione che hanno diminuito la quantità di petrolio erogata a Gaza".

Awad ha riferito che il governo, nella sua ultima seduta, ha deciso di ritirare il carburante arrivati nei depositi per distribuirlo ai cittadini, e ha spiegato che entità internazionali e arabe hanno promesso che se verrà ritirata la fornitura parziale attualmente a disposizione eserciteranno pressioni su Israele perché ne eroghi quantitativi maggiori.

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