Israele: declassare l’arabo. Lotta su lingua ufficiale.

ISRAELE
2008-05-19 16:14
ISRAELE: DECLASSARE L’ARABO, LOTTA SU LINGUA UFFICIALE/ANSA
DA DECENNI UNA TORRE DI BABELE DI LINGUE UFFICIALI O QUASI
GERUSALEMME
(ANSA) – GERUSALEMME, 19 MAG – Nella prima giornata di lavoro della
sessione estiva la Knesset (parlamento) è stata oggi teatro di una
rovente polemica innescata da una parlamentare del Likud (opposizione
nazionalista) secondo cui è "impensabile" che l’arabo abbia pari
dignità dell’ebraico come lingua ufficiale di Israele. La parlamentare
Limor Livnat, ex ministro dell’istruzione, ha dunque presentato una
bozza di legge che prevede una ‘graduatoria’ delle lingue ufficiali di
Israele con l’ebraico vincente al primo posto, seguito al secondo
posto da arabo, inglese e russo, con pari dignità. Le polemiche non si
sono fatte attendere. "La Livnat – ha esclamato il deputato Ahmed Tibi
– è spinta da un odio viscerale verso tutto quanto è arabo".
"Un’iniziativa pessima – ha convenuto con lui il parlamentare Abshalom
Vilan (Meretz, sinistra sionista) – perché rischia di accrescere la
frattura fra la maggioranza ebraica in Israele e il 20 per cento della
popolazione, che si esprime in arabo". In realtà chi cerchi di
stabilire quale sia oggi la lingua ufficiale di Israele scopre di
essere di fronte a una strana Torre di Babele. Con la fondazione di
Israele nel 1948, fu lasciata per comodità la legislazione del Mandato
britannico uscente. Stabiliva che ogni annuncio ufficiale avvenisse o
in inglese, oppure in ebraico ed in arabo assieme, oppure in tutte e
tre le lingue. Seguirono poi diversi emendamenti che di fatto resero
l’ebraico la lingua principale di Israele. Ma un emendamento prevedeva
che ebraico ed arabo comparissero sempre assieme nei foglietti di
istruzione delle medicine e nelle confezioni di prodotti commestibili.
Per i cartelli stradali era poi necessario che le località fossero
sempre indicate in ebraico, arabo e caratteri latini. Identico
provvedimento vale per i francobolli. Ma la torre di Babele non era
ancora completa. A complicare le cose sono state ondate migratorie
dalla Russia negli anni Novanta del secolo scorso e poi due ponti
aerei dall’Etiopia per gli ebrei Falashà. Si potevano dunque ignorare
russo ed amarico? Alla originaria legge del Mandato si sono dunque
sovrapposti nuovi emendamenti che aprivano la porta anche ai caratteri
cirillici e a quelli amarici: specialmente negli annunci di emergenza
legati alla difesa delle retrovie da attacchi nemici. Ai giornalisti
la Livnat ha spiegato che dietro alla sua iniziativa ci sono
considerazioni ideologiche. "Proprio in questi giorni in cui le
organizzazioni estremiste degli arabi in Israele cercano di
trasformare il nostro paese in uno stato binazionale – ha spiegato – è
importante fissare per legge lo status particolare della lingua della
Bibbia,cioé l’ebraico". Alcuni deputati della coalizione di governo,
membri di Shas e di Kadima, concordano con lei. (ANSA).

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