Israele e la politica di espulsione dei palestinesi di Cigiordania: l’accusa di HaMoked e B’Tselem.

Cisgiordania. Due organizzazioni israeliane per la Difesa dei Diritti umani, HaMoked e B’Tselem, hanno accusato Israele di portare avanti una politica di "separazione della popolazione della Striscia di Gaza e della Cisgiordania".

Il rapporto sottolinea che l’esercito israeliano pone "migliaia di palestinesi a rischio di espulsione verso la Striscia di Gaza", una politica che li trasforma in "stranieri illegali a casa propria".

Dal 2007, i palestinesi di Gaza che risiedono in Cisgiordania devono richiedere permessi di soggiorno temporanei. I movimenti per i diritti umani criticano il nuovo decreto israeliano perché "giustifica le espulsioni di palestinesi che vivono in Cisgiordania da anni, che hanno casa lì e che, spesso, vi sono anche nati".

Il documento accusa Israele di usare tale politica per sradicare e espellere i palestinesi dalla Cisgiordania con la scusa che si tratta di "stranieri illegali".

Israele obbliga i palestinesi espulsi a Gaza a firmare un accordo in cui si impegnano a non fare più ritorno in West Bank.

HaMoked e B’Tselem esprimono critiche anche nei confronti di una recente sentenza della Corte Suprema di Giustizia israeliana in cui viene convalidata la politica israeliana che nega ai palestinesi il diritto di scegliere dove risiedere.

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