Israele e l'etica: dal furto delle terre, delle vite umane agli oggetti a bordo della Freedom Flotilla.

Soldati israeliani sospettati di furto di computer dalle navi della Freedom Flotilla.

Quattro soldati sono stati arrestati, sospettati di furto e vendita di computer appartenenti agli attivisti a bordo della nave Mavi Marmara.

Servizio di Haaretz.

La polizia militare ha arrestato un ufficiale dell'IDF -Israel Defense Forces – sospettato di aver rubato computer portatili agli attivisti a bordo della nave di aiuti diretta a Gaza, assaltata da commando israeliani nel maggio scorso, e di averli venduti ad altri ufficiali.

L'ufficiale è sospettato di aver venduto i computer a un amico, il quale, a sua volta, li avrebbe rivenduti a suoi amici. Tre militari sospettati di aver comprato i computer sono stati arrestati e interrogati.

Il militare, che ha il grado di primo luogotenente, è accusato di aver rubato tra i quattro e i sei computer agli attivisti della Mavi Marmara – che stava cercando di rompere il blocco navale sulla Striscia di Gaza quando Israele l'ha assaltata, uccidendo nove attivisti turchi.

(…)

Le notizie dell'arresto dei militari sono state riportate per prime da Ynet, che ha citato un dirigente di alto livello: “Le indagini sono appena iniziate, ma come appare ora, causerà imbarazzo e vergogna. Questi sono soldati che non capiscono cosa rappresenti la loro uniforme”.

La radio israeliana ha riferito che anche i telefoni cellulari sono stati rubati agli attivisti.

L'ufficio del portavoce dell'IDF ha dichiarato che la polizia militare ha aperto un'inchiesta, ma ha riferito che non è ancora chiaro se i computer in questione sono stati rubati agli attivisti della Mavi Marmara.

A giugno, un giornalista italiano, detenuto dall'IDF a seguito del raid contro la Flotilla diretta a Gaza, aveva dichiarato che la sua carta di credito era stata usata per acquisti dopo che gli era stata confiscata dalle autorità israeliane.

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