Israele lancia una vasta campagna di esazione delle tasse verso i palestinesi di Silwan

PNN. Martedì scorso, la municipalità di al-Quds (Gerusalemme), ha avviato una campagna a Silwan, quartiere ad est di al-Quds (Gerusalemme), con l'obiettivo di raccogliere arretrati fiscali e imposte sul reddito, manovra che è stata definita dai palestinesi “una campagna di vendetta”.

Fakhri Abu Diab, membro del Comitato per la Difesa di Silwan, ha chiarito: “E' stato disposto che, durante queste operazioni, gli esattori saranno accompagnati da polizia e soldati israeliani, che gli ingressi di Silwan saranno chiusi e che saranno eretti posti di blocco, mentre sarà imposto il pagamento di biglietti ad alto prezzo ai veicoli in uscita”.

“Se risulterà che un palestinese ha debiti pendenti verso il governo israeliano, allora gli sarà sequestrata la macchina e si cercherà di punirlo in qualunque modo”, riferisce Abu Diab a PNN.

“Chi invece non dovesse avere debiti, verrà comunque punito con la detenzione di alcune ore. Questo fa parte di un piano per umiliare i palestinesi gerosolimitani e per strozzarli economicamente.”

Abu Diab afferma inoltre come il periodo di attuazione della campagna non sia casuale, ma coincida con un periodo in cui Israele è impegnato nella promozione dell'occupazione delle case dei palestinesi con l'obiettivo di affidarle ai coloni israeliani.

Secondo Fakhri, “la campagna di riscossione è un modo per fuorviare l'attenzione dei cittadini palestinesi da queste intenzioni”.

Infine, egli avverte che Silwan, ma più in generale tutta Gerusalemme, saranno ancora un bersaglio del governo israeliano, e chiede ai cittadini di tenere alta l'allerta.

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