Israele: l’esercito più corretto del mondo?

 

Fonte: Mel Frykberg, IPS Noticias

A molti israeliani piace credere e ripetere che il loro esercito sia il più corretto del mondo.

Tuttavia, dopo la guerra contro la striscia di Gaza tra dicembre 2008 e gennaio 2009 (che provocò ben 1.400 morti palestinesi – la maggior parte civili), alcuni israeliani cominciarono a mettere in dubbio questa affermazione.

Inoltre, la morte di quattro adolescenti palestinesi durante il fine settimana, in circostanze dubbie, ha costretto le Forze di Difesa israeliane ad indagare sull'incidente, districandosi tra le dichiarazioni contraddittorie dei soldati coinvolti.

Nelle ultime settimane, sono scoppiate violente proteste in tutta la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, contro la continua politica israeliana di giudaizzazione di Israele, che include anche lo sfollamento dei palestinesi dai loro territori e dalle proprie case per far posto a coloni ebrei.

Altre misure finalizzate a ridurre la presenza della popolazione palestinese, includono la limitazione delle licenze edilizie concesse loro, nonostante la continua carenza di alloggi e la demolizione delle case costruite “illegalmente”.

Gli spiriti erano esasperati quando il governo di Israele infine ha annunciato alcuni piani per costruire migliaia di nuove case a Gerusalemme Est, mentre altri estremisti ebrei hanno cercato di entrare nella moschea di Al-Aqsa, il terzo santuario più sacro dell'Islam.

Allarmate dalla instabilità che hanno portato le manifestazioni nella provincia e nelle città della Cisgiordania, le forze di sicurezza israeliane hanno preso dure precauzioni contro gli attivisti, con arresti di massa e chiusure di alcune zone periferiche dichiarate zone militari chiuse.

Poiché gli ordini di chiusura delle zone militari nei villaggi di Bi'lin e Nilin, vicino a Ramallah, sono stati ignorati, l'esercito ha cominciato a usare la forza.

Kelly Stark, attivista americana dell'International Solidarity Movement, è stata colpita da distanza ravvicinata di un proiettile di gomma rivestito di metallo, della dimensione di una biglia. La legge militare israeliana dice che simili proiettili possono essere lanciati da una distanza di 40 metri e solo alle gambe.

La Stark non stava prendendo parte a manifestazioni di protesta, né al lancio di sassi contro le truppe israeliane, ma era con un gruppo di medici. Dovette essere operata a causa della pallottola che le aveva fratturato il polso.

Ussayad Qaddous, 19, e suo cugino Mohammad Qaddous, 16, sono morti lo scorso fine settimana, quando i soldati israeliani hanno usato munizioni per respingere la protesta nel villaggio di Burin, nel nord della West Bank.

Gli scontri sono scoppiati quando i manifestanti hanno cercato di occupare i villaggi di terra palestinese, che erano stati confiscati a causa di un insediamento illegale adiacente a una proprietà israeliana.

Testimoni oculari dicono i due cugini non sono stati coinvolti nelle proteste e che la calma era tornata già prima che i veicoli militari rientrassero nel villaggio, innescando nuovi scontri.

Ussayad è stato colpito alla nuca, e Mohammad al tronco. Le truppe israeliane hanno inizialmente negato di aver usato proiettili.

Tuttavia, radiografie e fotografie, che mostrano una pallottola nel cranio di Ussayad e ferite di ingresso e di uscita dei proiettili sul corpo di Mohammad, suggeriscono il contrario e sono stati confermati poi dai medici.

“Le Forze di difesa utilizzano due tipi di proiettili di gomma. Una ha forma di palla e l'altra è cilindrica. L'oggetto presente nel cranio di Ussayad ha una forma di prisma –ha sottolineato –e quindi è un proiettile”, ha dichiarato all'agenzia di notizie Ma'an l’attivista israeliano Jonathan Pollack, dell’organizzazione Anarchici Contro il Muro.
“C'è una ferita di ingresso e una di uscita da proiettile nel busto di Mohammad e nessun proiettile di gomma può causare lesioni,” ha detto Pollack, sostenuto dai medici che ne hanno esaminato i corpi.

L'esercito israeliano è stato infine costretto a fare marcia indietro e ha ammesso di aver usato proiettili, aggiungendo che se i soldati coinvolti non avessero violato le procedure corrette ne sarebbero usciti vivi.

L'organizzazione israeliana per i diritti umani, B'Tselem, ha invitato l'esercito ad avviare un'indagine penale.

Domenica scorsa, poco dopo il colpo fatale in Burin, altri due adolescenti palestinesi, entrambi 19enni, del vicino villaggio di Awarta, sono stati uccisi mentre si dirigevano verso la terra di loro proprietà con attrezzi per la coltivazione.

Muhammad Salah Faysal e Qawariq sono stati accusati dai soldati (della stessa brigata responsabile della morte dei giovani in Burin) di essere “terroristi travestiti da contadini che li avevano attaccati con forconi, con vetri rotti, bottiglie riempite di pietre e persino siringhe “.

L'esercito ha aperto un'inchiesta dopo che la polizia israeliana ha detto che “i resoconti degli eventi in Awarta presentano discrepanze”.

La Coalizione contro il razzismo e il Centro Mossawa, che si occupa di promuovere l'equità in Israele, accusano l'attuale Knesset (il parlamento unicamerale) di essere il “più razzista fin dalla fondazione del paese”.

Nell'ultimo anno ci sono stati 21 progetti di legge destinati a discriminare i cittadini arabi, dicono.

Ad esempio, una proposta per un anno per imprigionare chiunque pubblichi o dica qualcosa che possa causare “disprezzo o disagio per il paese”.

Altri progetti suggeriscono che solo gli ebrei possano acquistare terreni o che i nomi di tutte le vie del paese siano esclusivamente in ebraico.

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