Israele, ‘licenza d’uccidere’ i leader di Hamas.

Tel Aviv – Infopal. Licenza d’uccidere. Ieri, il ministro dei Trasporti israeliano, Shaul Mofaz, ha invitato ad assassinare i dirigenti di Hamas nella Striscia di Gaza, per fermare il lancio di razzi artigianali.

Mofaz ha invitato Israele a smettere di parlare e a lanciare una campagna di uccisioni di leader palestinesi nella Striscia. E’ quanto ha riferito il sito web israeliano Ynet.

Va ricordato che due settimane fa, le forze di occupazione israeliane hanno infranto una tregua siglata a giugno con le fazioni palestinesi, bombardando la Striscia.

Le incursioni proseguono su base giornaliera e hanno già provocato numerosi morti e feriti. 
Da parte sua, la resistenza palestinese ha lanciato 170 razzi artigianali contro i territori israeliani oltre il confine di Gaza. Non ci sono stati né feriti né danni materiali.

Mofaz, membro di Kadima, non è nuovo ad appelli all’assassinio di dirigenti palestinesi.

Anche il premier uscente Ehud Olmert, durante una riunione di gabinetto svoltasi ieri, ha parlato di "tregua in frantumi" e ha spiegato che Israele "non ha paura di usare la forza contro le fazioni di Gaza che lanciano missili contro bersagli israeliani".

E ha aggiunto: "Colpiremo chiunque cerchi di violare la tregua", "la responsabilità per la rottura della calma e per la creazione di una prolungata e ripetuta situazione di violenza nel sud del Paese è interamente di Hamas e degli altri gruppi terroristici di Gaza", ha riferito l’agenzia AFP.

Sfugge, tuttavia, la logica israeliana: prima rompe la tregua, rispettata fino al 5 novembre dalle fazioni armate palestinesi, bombardando gruppi di militanti e provocando la reazione delle varie brigate – lancio dei razzi domestici praticamente innocui -, non rispetta gli accordi – che prevedevano la fine dell’assedio su Gaza – e poi, dichiarando di sentirsi "in pericolo", invoca l’assassinio di leader palestinesi. Indubbiamente si tratta di una logica folle e criminale, tutelata per amore o per forza dall’Occidente.

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