Israele mette in pratica le sue minacce e taglia la corrente elettrica a Gaza

Gli abitanti della zona nord della Striscia di Gaza hanno denunciato nei giorni scorsi la mancanza di corrente elettrica, ripetutasi in modo frequente e per molte ore, dichiarando che si tratta della messa in pratica di quanto le forze di occupazione israeliane avevano già minacciato di fare, e cioè dell’interruzione volontaria dei rifornimenti di energia elettrica nell’area. L’occupazione ha così risposto al lancio di missili contro le colonie israeliane di cui la resistenza palestinese continua a rendersi responsabile, in reazione ai crimini dell’occupazione stessa.

Secondo il palestinese Kamal Abu Naser, residente nella zona di Beit Lahia, la corrente elettrica è mancata per 18 ore nella giornata di domenica e altrettante il lunedì.

Gli abitanti della zona nord della Striscia di Gaza guardano a queste minacce con particolare preoccupazione: nella cittadina di Beit Hanun, i residenti hanno denunciato un calo locale dell’alta tensione.

L’interruzione delle linee era stata chiesta l’altro ieri dal ministro della difesa israeliano, Ehud Barak, per diminuire il rifornimento di energia elettrica alla Striscia di Gaza senza correre il rischio di sollevare una protesta dell’opinione pubblica internazionale, cosa che sarebbe invece potuta accadere con l’interruzione totale.

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