Israele per esistere ha bisogno della guerra.

Da www.presstv.it. 22 Luglio 2010. Un ex-professore universitario israeliano ha affermato che l’esistenza dell’entità israeliana è basata su uno stato di guerra continuo e ha ammonito che tale ostilità attirerà solo catastrofi su Tel Aviv.

Sono soltanto l’antagonismo e la resistenza costanti che impediscono la dissoluzione della società israeliana, ha affermato Ilan Pappe, ex-professore dell’Università di Haifa, nel nord di Israele.

Questi ha aggiunto che il governo israeliano è il risultato di un movimento colonialista. I colonialisti, che non avevano un paese in nessun’altra parte del mondo, erano obbligati a restare in Israele.

Il regime israeliano tenta dunque costantemente di innescare nuove guerre: contro il Libano e forse, molto presto, contro l’Iran; ma le guerre future non saranno vinte, anzi condurranno l’entità verso la catastrofe, ha aggiunto, parlando al German Daily Junge Welt, lo scorso mese.

Israele ha scatenato due guerre contro il Libano, nel 2000 e nel 2006, uccidendo, durante la seconda offensiva, 1.200 libanesi, la maggior parte dei quali civili. Le forze israeliane si sono tuttavia ritirate in entrambi i casi, senza aver raggiunto nessuno degli obiettivi prefissi.

Nel frattempo, Tel Aviv ha minacciato diverse volte di voler puntare sull’Iran, accusando Teheran di portare avanti attività nucleari a scopi militari.

Apertamente antisionista, Pappe, ha insegnato all’università dal 1984 al 2007, quando è stato di fatto licenziato dall’università in seguito all’uscita del suo libro La pulizia etnica della Palestina. In tale pubblicazione egli afferma che la creazione di Israele era stata pianificata in precedenza ed era basata sul rendere i palestinesi dei ‘senza-tetto’.

Pappe ha raccontato di essere stato escluso dall’ambiente della formazione post-laurea in Israele in quanto ostacolato concretamente nello svolgimento dell’attività formativa.

Lo stato di Israele è stato creato nel 1948, in seguito all’invasione militare di vasti territori arabi. Israele fu costretto a restituire parte di quanto conquistato, ma nel 1967 ha occupato ed annesso ulteriori porzioni di territorio.

“I miei studi sociali mi hanno portato ad adottare posizioni anti-sioniste”, ha detto Pappe al German Daily, aggiungendo che le sfide crescenti cui ha dovuto far fronte lo hanno condotto al punto di non essere più in grado di tenere alcun seminario.

Egli ha anche appoggiato la soluzione di uno stato unico al conflitto arabo-israeliano che, a suo parere, equivarrebbe alla fine del sionismo.

La società israeliana non è affatto uniforme, ha asserito Pappe, e ha aggiunto che gli ebrei provenienti da paesi arabi vivono in condizioni molto peggiori di quelle in cui vivono i migranti in Europa.

Hn/Mgh 

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