Israele restituisce le salme di 30 palestinesi dei “cimiteri dei numeri”

An-Nasira (Nazareth)-Quds Press. Fonti media ebraici hanno riferito che le autorità israeliane hanno deciso di consegnare i resti di 30 palestinesi trattenuti dallo Stato ebraico da molti anni.

Nella sua edizione di giovedì 24 ottobre, il giornale ebraico Ma’arif ha rivelato che tra i resti, tre appartengono a cittadini palestinesi dei territori del’48.

Ha spiegato che la mossa israeliana è arrivata in seguito alla decisione della Corte suprema dello Stato ebraico, che aveva decretato il rilascio dei resti, accogliendo una petizione presentata dai familiari dei caduti.

Lo stesso giornale ha riferito che le famiglie dei palestinesi hanno dovuto rivolgersi all’Ufficio di coordinamento in Cisgiordania per effettuare un test del DNA da confrontare con i campioni prelevati dai resti dei loro parenti deceduti. Ha quindi spiegato che in caso di esito positivo, essi avranno la possibilità di riavere le salme dei loro cari.

Salem Khallah, coordinatore della “Campagna nazionale per la restituzione delle salme dei martiri” ha dichiarato a Quds Press che la Corte suprema israeliana ha accolto una petizione presentata dalla sua campagna per chiedere di effettuare un test del DNA delle famiglie di sei palestinesi, i cui resti sono trattenuti da molti anni. Ha sottolineato che gli esami verranno eseguiti il 5 e il 7 di novembre.

Khallah ha aggiunto che dopo il test, che può richiedere diverse settimane, i resti di sei palestinesi potrebbero essere rilasciati. I palestinesi in questione sono: Ahmed al-Faqih, Mohammed Sahin, da Hebron, Ayat Akhras da Betlemme, Sami Bisharat, dal villaggio di Tammoun, a Tubas, Majdi Khanfar da Jenin e Ahmed Taleb da Nablus.

Ha quindi sottolineato che la campagna nazionale ha espresso il suo rifiuto di ricevere qualsiasi salma prima del test del DNA, spiegando che “l’occupazione ha cercato di consegnare i corpi dei martiri senza eseguire i test richiesti, e ciò può causare dei problemi in quanto le famiglie non saranno in grado di identificare i loro cari”.

Khallah ha anche annunciato che i palestinesi sono in procinto di istituire un centro specializzato nei test del DNA, che sorgerà a Ramallah in cooperazione con l’Argentina. Il progetto mira all’istituzione di una banca dati di impronte genetiche delle famiglie dei palestinesi uccisi e i cui resti sono trattenuti presso lo Stato ebraico.

Ha quindi esortato l’Autorità palestinese (Anp) ad inserire la questione delle salme dei palestinesi, trattenute da Israele, nell’agenda dei negoziati con lo Stato ebraico.