Israele rilascia Abu Rahmah, attivista della resistenza non violenta

Ramallah – Imemc. 'Abdallah Abu Rahmah, organizzatore palestinese delle manifestazioni non violente che, settimanalmente, si succedono nella Cisgiordania occupata contro Muro d'Apartheid e le colonie illegali israeliane, è stato rilasciato lunedì 14 marzo, dopo aver scontato una pena carceraria di 16 mesi. 

 

L'accusa definitiva contro Abu Rahmah era stata di “incitamento”, mentre, in principio, secondo quanto hanno riferito i suoi legali, le autorità israeliane lo avevano ritenuto reo di “detenzione di armi”. Quest'accusa si traduceva con il gesto di Abu Rahmah, il quale, sfruttando i gas lacrimogeni lanciati contro i manifestanti dai militari israeliani ed ormai esauriti, aveva composto il simbolo pacifista. 

Ad attenderlo all'uscita dalla prigione di 'Ofer, vicino a Ramallah, c'erano decine di attivisti palestinesi, israeliani e internazionali. Abu Rahmah è stato accolto dall'abbraccio del figli e, rivolgendosi alla folla di sostenitori, ha promesso che “la lotta non violenta contro la confisca delle terre nel suo villaggio, Bil'in, proseguirà. 

“Non ho intenzione di rifugiarmi in casa. Ammetto che incarcerandomi mi hanno messo a tacere per un periodo, ma la nostra causa per la libertà e l'uguaglianza riprenderà così come è sempre stata”. 

Avviata nel 2003 nel villaggio di Bil'in, la lotta non violenta si oppone alla costruzione della barriera elettrica che avrebbe diviso il villaggio in due parti, con la conseguente annessione di terra agricola palestinese. 

I residenti palestinesi, tra cui anche Abu Rahmah, diedero il via alle manifestazioni, che ancora oggi si svolgono ogni venerdì contro Muro d'Apartheid e illegali colonie israeliane sulla loro terra. 

Da quell'anno, 14 manifestanti sono stati assassinati dalle forze d'occupazione israeliane.

(Nella foto: 'Abdallah Abu Rahmah tiene in braccio il figlio nel momento del suo rilascio dalla prigione israeliana di 'Ofer, lunedì 14 marzo. Imemc).

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