Israele sta per revocare il blocco aeronavale sul Libano. D’Alema incontrerà Olmert e Abu Mazen.

Israele revoca il blocco aeronavale in Libano
Kofi Annan: passo importante, può condurre a un processo di pace più ampio nella regione. D’Alema in Medio Oriente, incontrerà anche Abu Mazen
BEIRUT – Dopo quasi due mesi Israele revoca il blocco aeronavale imposto al Libano il 13 luglio, all’indomani dell’inizio dell’offensiva contro Hezbollah. Ehud Olmert ha annunciato che gli spostamenti riprenderanno normalmente alle 17 di oggi ora italiana, in seguito alle rassicurazioni ricevute sull’applicazione dell’embargo delle armi ai guerriglieri sciiti. Poche ore prima dal Cairo, il ministro degli Esteri libanese Fawzi Salloukh aveva avvertito che Beirut era pronta a forzare il blocco se Israele non lo avesse revocato entro oggi. «Il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, e il segretario generale dell’Onu, Kofi Annan – si legge nel comunicato diramato dall’ufficio di Olmert – hanno contattato il primo ministro affermando che la forza internazionale era pronta ad assumere il controllo di porti e aeroporti in Libano. Per questo è stato deciso che alle 18 ora locale Israele lascerà le posizioni che gli permettono di controllare i porti, permettendo lo schieramento della forza internazionale al suo posto».
CRITICHE DA ISRAELE – Le forze armate israeliane avevano imposto il blocco il 13 luglio con il bombardamento delle piste dell’aerporto di Beirut. Dopo l’annuncio israeliano il Libano ha chiesto a Kofi Annan di autorizzare lo schieramento di una forza navale guidata dalla Germania per pattugliare le sue coste. Con la rimozione del blocco aeronavale i libanesi tornano dunque padroni delle acque e dello spazio aereo. Ma nello stato ebraico non tutti sono felici per la rimozione del blocco nei confronti del Libano. Secondo le famiglie di Eldad Regev e Ehud Goldwasser, i due soldati israeliani catturati dalle milizie sciite il 12 luglio scorso, episodio che scatenò il conflitto, si tratta di un errore. «Stiamo per perdere un importante mezzo di pressione sul governo libanese» ha detto Benny Regev, il fratello di uno dei due militari. Intanto Beirut ha avvertito che i due soldati israeliani rapiti da Hezbollah non saranno rilasciati fino a quando Israele non accetterà di negoziare uno scambio con prigionieri libanesi: lo ha affermato il ministro degli Esteri Salloukh.
ANNAN: PASSO IMPORTANTE – Kofi Annan ha invece espresso viva soddisfazione per la decisione israeliana di togliere il blocco in Libano. Secondo il segretario generale dell’Onu, in Spagna per colloqui sulla forza internazionale di pace nel sud del Libano, il passo permetterà alla tregua di mettere radici e contribuirà a «stabilizzare la situazione tra Israele e Libano». Annan ha espresso anche la speranza che la decisione possa «condurre a un processo di pace più ampio nella regione, che includa siriani, palestinesi e tutte le parti interessate».
VIAGGIO DI D’ALEMA – Il ministro degli Esteri italiano, Massimo D’Alema, in partenza per il Medio Oriente, ha avvertito che la fine del blocco aeronavale imposto da Israele al Libano deve essere la prima di una serie di iniziative volte a creare un clima di fiducia tra i due Paesi e nella regione. «Si tratta – ha detto – di un ulteriore importante sviluppo, dopo l’avvio del dispiegamento della nuova forza Unifil, verso la compiuta attuazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite». Il titolare della Farnesina è in visita in Giordania, in Israele e nei territori palestinesi. Dopo le visite a Gerusalemme il 30 e 31 luglio e a Beirut del 14 e 15 agosto, il capo della Farnesina è tornato nella regione per visitare i territori palestinesi (per la prima volta da ministro degli Esteri) e per incontrare i dirigenti di Giordania e Israele. Il primo appuntamento è con il ministro degli Esteri giordano Abdel Illa El Khaib, poi sarà ricevuto a palazzo reale da re Abdallah II. Da Amman, D’Alema si trasferirà in giornata a Tel Aviv e da lì a Ramallah per un colloquio con il presidente palestinese Abu Mazen. Al centro delle discussioni ci sarà l’ipotesi di dispiegamento di una forza internazionale nella striscia di Gaza. Di ritorno a Tel Aviv, D’Alema incontrerà in serata il premier Ehud Olmert. Venerdì, dopo un incontro con il ministro degli esteri russo, Serghei Lavrov, il capo della Farnesina vedrà la collega israeliana Tzipi Livni.
07 settembre 2006
Il ministro degli Esteri torna in visita dopo il viaggio di agosto
Il giro prevede anche una tappa a Ramallah, in Palestina

Medio Oriente, D’Alema in Giordania e stasera in Israele incontra Olmert.

Oggi Israele dovrebbe rimuovere il blocco aeronavale al Libano 

AMMAN – Nel giorno in cui Israele dovrebbe rimuovere il blocco aeronavale al Libano Massimo D’Alema compie una nuova missione diplomatica in Medio Oriente. Ed è la capitale giordana la prima tappa di questo terzo viaggio del ministro degli Esteri, dopo la doppia visita dell’agosto scorso. D’Alema è arrivato stamane ad Amman dove incontrerà re Abdallah II e il ministro degli Esteri Abdul Ilah al Khatib: nei suoi colloqui, D’Alema sottolineerà il ruolo del regno Hashemita, alleato degli Stati Uniti e in prima fila nella lotta contro le derive fondamentaliste, nella crisi mediorientale.

Nel pomeriggio il ministro sarà in Palestina, a Ramallah per la sua prima visita nei Territori, dove incontrerà il presidente palestinese Mahmoud Abbas. Quindi, in serata, D’Alema avrà un colloquio con il premier israeliano Ehud Olmert, incontrato a Gerusalemme il 30 luglio scorso.

La terza missione in Medio Oriente del titolare della Farnesina – dopo quella in Israele e dopo quella in Libano ed Egitto di metà agosto- si concluderà domani mattina con un incontro con la collega Tzipi Livni, preceduto da un colloquio con il capo della diplomazia russa Sergei Lavrov.

(7 settembre 2006)

D’Alema in missione in Medio Oriente. Il ministro degli Esteri vede Abdullah II poi Olmert e Abu Mazen

Nuova missione in Medio Oriente per Massimo D’Alema. Il ministro degli esterì visiterà Giordania, Israele e Territori palestinesi. D’Alema è atterrato stamattina ad Amman, per incontri con il ministro degli Esteri giordano, Abdul Ilah Al Khatib e il monarca Abdullah II. Nel tardo pomeriggio, sarà a Ramallah dove incontrerà il presidente dell’Anp, Abu Mazen (con cui c’è stato un colloquio a Roma il 27 luglio scorso) prima del trasferimento a Tel Aviv, dove in serata è fissato l’appuntamento con il premier israeliano Ehud Olmert.

La visita del vicepremier è stata preceduta dall’annuncio della revoca del blocco aeronavale israeliano sul Libano, prevista per stasera. La fine dell’embargo era stata presentata soltanto ieri dal titolare della Farnesina come condizione fondamentale per facilitare lo spiegamento della missione Unifil, a cui l’Italia prende parte con 2.500 uomini.

La visita di D’Alema in Israele si conclude domani, con il colloquio con la collega Tzipi Livni – il terzo in meno di un mese e mezzo, dopo quello a Gerusalemme il 30 luglio scorso, e a Roma il 24 agosto – preceduto da una riunione con il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, durante la quale grande attenzione sarà dedicata al dossier nucleare iraniano.

Da www.aljazeera.net

Israel is preparing to lift its seven-week-long air and sea blockade of Lebanon at 1500 GMT on Thursday, the office of Israeli prime minister Ehud Olmert has said.

A statement issued on Wednesday said Ehud Olmert, the Israeli prime minister, had been informed by Condoleezza Rice, the US secretary of state, and Kofi Annan, the UN chief, that "international forces are ready to take over control posts over the sea ports and airports of Lebanon".

"Thus it was was agreed that tomorrow at 6pm (1500 GMT),  Israel will leave the control positions over the ports in conjunction with the entry of the international forces," the statement said.

Israel said German experts were to arrive at Beirut airport on Wednesday and German naval forces were also expected to arrive within two weeks to deploy on the Lebanese coast.

Until then, Italian, French, British and Greek troops would man the control posts.

Lebanese warning

Fawzi Salloukh, the Lebanese foreign minister, had earlier said that his country would break Israel’s blockade "with all our might" if it was not lifted in a 48-hour timeframe indicated by the UN secretary-general.

He said: "We will wait for the 48 hours given by Kofi Annan, and if the situation is resolved, we will thank him. If it is not, the Lebanese government will take the necessary measures and we will break the blockade with all our might."

Annan had told reporters in the Egyptian port city of Alexandria on Tuesday that he hoped for "positive" news within 48 hours in his efforts to persuade Israel to lift the blockade imposed on Lebanon.

Fouad Siniora, the Lebanese prime minister, had said that if the blockade went on for another 20 days, the economic losses would equal the nearly $1 billion in aid promised by international donors to help the country get back to its feet after the war.

In an earlier sign that the embargo could be crumbling, British Airways-linked British Mediterranean Airways had said on Wednesday that it was resuming direct flights to Beirut after the British government had given assurances that it would be safe to do so.
 
Lebanon’s Middle East Airlines and Royal Jordanian began flying regularly into the capital last month, but have complied with Israel’s insistence that all such flights go via Amman. Qatar Airways resumed direct flights to Beirut on Monday.

Annan is due to report to the Security Council soon on progress towards implementing UN resolution 1701 that led to the Israeli-Hezbollah truce on August 14.

Embargo ‘crumbling’

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