Israele, stato pirata. Israele, stato canaglia.

Riceviamo da Vittorio Arrigoni del Free Gaza mov. e pubblichiamo.

 
 
Il ministero degli Esteri israeliano ha sempre minimizzato l'utilità delle missioni del Free Gaza Movement, che per 5 volte è riuscito a far approdare al porto di Gaza city le prorie imbarcazioni cariche di aiuti umanitari, attivisti, giornalisti, parlamentari e Premi Nobel per la pace. Facendo breccia in una occupazione, che via mare, dura sin dal 1967.
 
Se siamo così insignificanti non si capisce allora perché Israele impieghi il meglio della sua marina militare per assaltare una barchetta innocua per la sua sicurezza interna (per inciso, poco prima di venire assaltata, la Spirit of Humanity è stata circondata da ben 8, ripeto 8 navi da guerra israeliane).
 
Probabilmente perché ogni missione del FGM ricorda all'opinione pubblica mondiale che a Gaza vige un assedio.
Che Israele si macchia di crimini contro l'umanità trasgredendo la Quarta Convenzione di Ginevra (come potenza occupante Israele ha la piena responsabilità del benessere e della sicurezza umana della popolazione di Gaza, e deve risponderne davanti alla Comunità Internazionale alla Comunità Internazionale).
Che a Gaza per volontà israeliana ci si trovi dinnanzi ad un 88% della popolazione civile che vive prettamente di aiuti umanitari (dati UNICEF). Che la disocuppazione ormai ha sorpassato il 70% e il 96% delle industrie ha dovuto chiudere.
Che Gaza secondo la  Croce Rossa Internazionale è ridotta come “l'epicentro di un terremoto“.
 
Lunedì ad  Ash-Sha'ath, a est di Gaza,
è crollata una casa, seppellendo sotto una famiglia intera.
Migliaia sono gli edifici danneggiati dai bombardamenti di gennaio tutt'ora abitati e non è possibile ripararne le fondamenta perché Israele con la complicità egiziana vieta l'ingresso nella Striscia di materiali come cemento, acciaio, vetro.
Alcuni di questi materiali erano a bordo della Spirit, e avrebbe permesso la riparazione di almeno una ventina di abitazioni.
Oltre a giocattoli, destinati a qualcuno di  quei 708.400 bambini, su di un totale di 793.000 minorenni presenti nella Striscia, che necessitano di aiuti umanitari per sopravvivere.
 
Sebbene i maggiori media al solito si siano fatti omertosi circa i crimini israeliani,
lo sdegno che all'impazzata ha iniziato a circolare in rete è arrivato sino in cielo.
Sino alle Nazioni Uniti e presso quei governi non ancora piegati a sudditanze israelo-statunitensi.
 
Il ministro Irlandese Micheál Martin ha chiesto a gran voce il rilascio degli attivisti rapiti e la contemporanea restituzione degli aiuti umanitari da distribuire alla popolazione di Gaza.
 
Richard Falk, relatore speciale dell'Onu sui diritti umani nei territori palestinesi occupati ha definito il sequestro della Spirit da parte della marina israeliana “illegale” e l'assedio di Gaza “un continuo crimine contro l'umanità“.
 
Il re del Bahrein ha messo a disposizione uno dei suoi jet privati per riportare a casa, come eroi, i due suoi connazionali attivisti attualmente incarcerati.
 
Il capitano e mio vecchio amico Derreck mi ha fatto sapere da dietro le sbarre che rifiuterà qualsiasi espulsione fino a quando l'esercito israeliano non restituirà la strumentazione che ha smontato e rubato dalla Spirit: radar e gps.
 
Se desiderate sostenerlo moralmente, potere provare direttamente a contattarlo al
00357 99262741 
 
Restiamo Umani,
 
Vittorio Arrigoni
blog dall'assedio di Gaza:
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