Israele studia la risposta di Hamas all’accordo di cessate il fuoco, mentre Hezbollah lancia missili in risposta alle aggressioni israeliane

Tel Aviv – Middle East Eye. Il Mossad israeliano ha dichiarato di stare studiando la risposta di Hamas alla proposta di cessate il fuoco che i mediatori stanno cercando di siglare da settimane per porre fine alla guerra di Israele a Gaza e prevenire un ulteriore aggravamento della situazione tra Israele e gli Hezbollah libanesi.

“I mediatori dell’accordo sugli ostaggi hanno fornito al gruppo di negoziatori la risposta di Hamas allo schema dell’accordo sugli ostaggi. Israele sta esaminando la risposta e risponderà ai mediatori”, ha dichiarato l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu in una dichiarazione rilasciata a nome del Mossad.

La proposta includerebbe un accordo per il rilascio degli ostaggi rimasti a Gaza, che si ritiene siano circa 120, e per un cessate il fuoco nell’enclave assediata.

Hamas ha dichiarato in più occasioni che qualsiasi accordo dovrà includere la fine completa della guerra, compreso il ritiro totale dell’esercito israeliano da Gaza.

Il governo israeliano, guidato da Netanyahu, tuttavia, ha affermato che accetterebbe solo un accordo che preveda pause temporanee nei combattimenti e ha giurato di continuare la guerra finché Hamas non sarà eliminato.

Barak Ravid, giornalista di Axios, ha scritto su X, citando un alto funzionario israeliano, che la risposta di Hamas “rende possibile il passaggio a negoziati individuali sulle questioni che rimangono in discussione”, ma che anche se questo dovesse accadere, i negoziati individuali potrebbero richiedere altre settimane.

A maggio, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha reso pubblico l’attuale accordo per il cessate il fuoco, un accordo in più fasi che prevede il rilascio degli ostaggi in cambio del ritiro delle truppe.

Sebbene Biden abbia incolpato Hamas di non aver accettato l’accordo, quello delineato da Biden appare identico all’accordo che Hamas aveva accettato all’inizio di maggio. L’accordo è stato poi respinto da Israele, che in risposta ha lanciato un’invasione della zona meridionale di Gaza, a Rafah.

Tensioni in aumento Israele-Hezbollah.

Gli ultimi sviluppi riguardanti le prospettive di un cessate il fuoco a Gaza arrivano mentre la guerra tra Israele e Hezbollah sembra più vicina che mai.

Mercoledì, Israele ha ucciso l’alto comandante di Hezbollah Mohammad Nehmeh Nasser in un attacco aereo sulla città libanese di Tiro.

Nasser aveva lo stesso rango e importanza all’interno del gruppo di Taleb Abdallah, ucciso da Israele a giugno, ed era il comandante Hezbollah di più alto rango ucciso da quando, l’8 ottobre, sono iniziati gli scontri, quasi quotidiani, al confine tra il gruppo e Israele.

Hezbollah ha risposto all’uccisione lanciando la più grande raffica di droni e razzi contro Israele da ottobre.

Ha dichiarato di aver sparato 100 razzi Katyusha contro una base militare israeliana e di aver lanciato missili Falaq contro una base nella città di Kiryat Shmona.

L’aumento della retorica e degli attacchi tra Israele e il gruppo armato libanese arriva quando Hezbollah ha dichiarato pubblicamente che non porrà fine ai suoi attacchi contro il nord di Israele finché non sarà raggiunto un “cessate il fuoco completo” a Gaza.

Yoav Gallant, capo della difesa israeliana, ha dichiarato che la preferenza del Paese è quella di raggiungere un accordo negoziato con Hamas a Gaza, ma ha aggiunto che le sue forze sarebbero pronte a intraprendere qualsiasi azione contro il gruppo.

Israele e Ucraina parlano di Iran e Russia.

In una rara telefonata, mercoledì, i ministri degli Esteri di Israele e Ucraina hanno parlato di cooperazione bilaterale sulle minacce poste da Russia e Iran.

“Abbiamo anche scambiato opinioni su una serie di minacce regionali e globali poste dalla Russia, dall’Iran e dalla Corea del Nord”, ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba su X, riferendosi alla telefonata con il suo omologo israeliano Katz.

Middle East Eye ha riferito in precedenza che i funzionari statunitensi temono che la Russia possa intensificare il suo sostegno al cosiddetto “Asse della Resistenza” iraniano se Israele dovesse lanciare un’offensiva in Libano.

I media statunitensi hanno anche riferito che l’amministrazione Biden sta discutendo per cercare di far trasferire da Israele i sistemi di difesa aerea Patriot più vecchi all’Ucraina.

Nel frattempo, la situazione umanitaria a Gaza continua a deteriorarsi. Le Nazioni Unite hanno dichiarato mercoledì che gli ordini di sfollamento forzato di Israele hanno “azzerato” le sue capacità di facilitare la consegna degli aiuti ai palestinesi bisognosi in tutta l’enclave.

L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari ha dichiarato che almeno nove palestinesi su 10 nella Striscia di Gaza assediata sono stati sfollati almeno una volta a causa dell’offensiva di Israele.

Traduzione per InfoPal di F.L.